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Fumi bianchi si innalzano dalla collina, vapori bollenti avvolgono le case, una scena quasi apocalittica.

Benvenuti agli inferni di Beppu.

Kannawa è una particolare area della città di Beppu, una città nata e sviluppata sull’energia geotermica e sul calore che le ribolle sotto i piedi e che alimenta il vulcano Aso, il più grande ed esteso vulcano del Giappone diviso tra le prefetture di Oita e Kumamoto.

Ci troviamo nell’isola di Kyushu, la più meridionale tra le maggiori isole del Giappone, in una prefettura, quella di Oita, che gli abitanti amano chiamare la “Napoli giapponese” per il carattere più aperto e meno austero degli abitanti, rispetto agli altri giapponesi. Una prefettura dove il pesce fresco è buonissimo e sottobanco si mangiano ancora le interiora del pesce palla, vietatissime nel resto del Giappone per la sua pericolosità (ed in realtà sarebbero vietate pure qui…ma pare che con i giusti contatti si possa provare questo brivido… io magari ci penserò tra qualche anno, un’ottantina ad esempio!)

Beppu è una città interamente votata al turismo termale, ricca di onsen, ristoranti e luoghi di svago e perdizione. Non è una città che mi ha entusiasmato, ha ben poco del Giappone tradizionale che amo, è totalmente diversa dalla piccola città castello di Kitsuki dalla quale dista poco più di mezz’ora di treno. Beppu è una città per il turista giapponese, che vuole venire a svagarsi e rilassarsi nelle acque bollenti, che raggiungono i 43°C, passando da un onsen all’altro.

I bagni di Beppu sono molto diversi dai classici stabilimenti che ho provato ad esempio a Yudanaka: qui l’ingresso costa solo 100 yen, ma non ci sono docce per lavarsi prima di entrare nella vasca né ci sono saponi a disposizione.
Ci si deve portare tutto il necessario per lavarsi e occorre detergersi prima di entrare utilizzando le bacinelle riempite direttamente con l’acqua della vasca principale. Insomma….sarà anche un toccasana quest’acqua sulfurea, ma ho preferito i Sento (bagni pubblici) vicino a casa mia che hanno pure il bagno di latte!!

Diciamo che sebbene Beppu sia famosa per essere la città degli onsen, io vi consiglio di andare altrove per quelli e visitare Beppu per i suoi incredibili inferni.

Gli inferni di Beppu

Gli inferni di Beppu sono qualcosa di assolutamente particolare, con i loro colori ed il tepore che emanano. Ma è tutto il distretto di Kannawa ad essere particolarmente scenografico, con i fumi di calore che escono dalle strade e dai tombini, l’odore di zolfo che riempie l’aria ed il calore umido dei vapori. Gli inferni di Kannawa sono degli onsen naturali dove l’acqua raggiunge temperature elevatissime ed ogni inferno possiede una sua caratteristica diversa dovuta all’ambiente in cui si trova.

Naturalmente non è possibile entrare in questi onsen, sono interessanti da VEDERE! In alcuni degli inferni di Beppu però ci sono dei foot bath gratuiti dove sedersi un po’ con i piedi ammollo e riposarsi dopo le camminate.

Gli inferni di Beppu sono sette, divisi in due zone entrambe nel distretto di Kannawa, a poche fermate di autobus l’una dall’altra. Personalmente consiglio di dedicare l’intera giornata alla visita dei Beppu Jigoku ed includere anche la visita al Castello Kifune-jo, da dove si gode di una splendida vista sulla collina ed i suoi fumi.

Ogni inferno richiede un biglietto d’ingresso, ma la soluzione migliore è acquistare direttamente il pass completo con i 7 biglietti al costo di 2000yen. Tutti gli inferni di Beppu sono aperti dalle 08.00 alle 17.00 tutti i gironi ed il giro classico parte dai 5 inferni “blu” per spostarsi poi verso i due inferni “rossi”. Noi abbiamo optato per il giro contrario e così facendo siamo riusciti a non trovare troppo affollamento…e a conservare l’inferno più bello per il gran finale 😀

I sette inferni di Beppu sono:

Umi Jigoku

Un lago dallo splendido colore azzurro, che ricorda un mare cristallino, nato oltre 1200 anni fa dall’esplosione del vulcano Tsurumi. Circondato da una splendida vegetazione, palme tropicali ed un piccolo tempio shintoista, è annoverato tra i Siti Nazionali di Scenica Bellezza. Di incredibile bellezza, le sue acque raggiungono una temperatura di 98ºC!! Qui si trova anche un grande negozio di souvenir e una caffetteria, affacciata proprio sull’inferno marino.

Oniishibozu Jigoku

Questo inferno è tutto un ribollio di bolle in pozze fangose che creano un effetto ipnotico: la bolla si forma, si gonfia ed esplode creando cerchi concentrici attorno alla successiva bolla, ricordando così le teste rasate dei monaci (Onishii). Questo è stato uno degli inferni che ho preferito, sarei stata ore a guardare quelle bolle di fango formarsi e scoppiare!

Kamado Jigoku

All’inferno di Kamado, si vedono e si provano i vari utilizzi della geotermia nella città di Beppu, il tutto sotto l’occhio vigile della statua del grande demone protettore!
E’ l’inferno più folklorstico, dove assaggiare l’acqua bollente che sgorga naturale e viene usata per preparare il té, si può provare a camminare sul “riscaldamento a pavimento” che sfrutta appunto il vapore sotterraneo, e si può assistere ad alcuni tour (in giapponese) che mostrano come soffiando con una sigaretta in alcuni punti, si creano magici vortici di vapore. A fine percorso, si possono acquistare vari cibi cotti con il vapore dell’inferno mentre si riposano i piedi nella vasca calda….

 

Oniyama Jigoku

Chiamato anche l’inferno dei coccodrilli, non è forse il posto più amato dagli animalisti….Qui nel 1923 vennero portati i primi coccodrilli da allevamento. A quanto pare, sebbene in cattività, i coccodrilli trovarono gradevole l’alta temperatura dell’acqua e ben presto si moltiplicavano. Oggi sono oltre 100, divisi in varie vasche, sebbene la maggior parte si trovino nella grande vasca centrale, dove non è raro vedere qualche esemplare impegnato a rivendicare la propria supremazia suo colleghi…spaventoso!

 

Shiraike Jigoku

L’inferno bianco. Questo inferno l’ho trovato molto tranquillo, senza troppi turisti probabilmente più attratti dalle particolarità degli altri inferni per dedicare abbastanza attenzione a questo grazioso onsen dalle acque chiare.
Si tratta di un piccolo laghetto, circondato da una classica vegetazione giapponese ed un gazebo in legno dove sedersi a contemplare i vapori ricchi di sodio e acido borico. Se soffrite di acne o di congiuntivite, lasciatevi accarezzare dai fumi di calore di questo inferno, il vostro coro apprezzerà! Qui si trova anche una piccola esposizione di pesci tropicali e piraña.

Chinoike Jigoku

Ci spostiamo ora a poco meno di 3km, nella zona degli inferni rossi che deve il suo nome proprio al colore intenso di questo inferno. Il terreno argilloso di questo onsen regala questo particolare colore alle sue acque dense, che raggiungono una temperatura di 78ºC. Essendo appunto ricco di argilla, numerose sono le creme e gli impacchi per la pelle che si producono qui e che è possibile acquistare nel grande souvenir shop che si trova all’ingresso di questo inferno.

Tastumaki Jigoku

L’ultimo inferno non è uno specchio d’acqua, ma un geyser che si attiva autonomamente ad intervalli regolari. Per questioni di sicurezza è stato “rinchiuso” in una semigrotta che blocca l’altezza del getto, ma è comunque un’emozione ammirarlo, specialmente per chi come me non ha mai visitato l’Islanda, i parchi americani o non ha mai visto questo genere di fenomeno naturale. La particolarità di questo geyser è poi la “velocità di ricarica”, ogni 30/40 minuti infatti il getto riparte per una decina di minuti (naturalmente le tempistiche variano a seconda anche delle condizioni atmosferiche), rendendolo uno dei geyser più particolari del mondo.

 

Bonus – Castello Kifune

Tra gli inferni azzurri e gli inferni rossi, scendendo alla fermata del bus Kifunejo Iriguchi e risalendo la collina per qualche minuto, si raggiunge questo piccolo castello moderno (costruito nel 1957) dal quale si gode una splendida vista sulla collina di Kannawa ed i suoi vapori, ma anche sulla città di Beppu e la costa. L’entrata costa 200 yen e se avrete fortuna potrete incontrare il Serpente Bianco, lo spirito protettore del Castello che si dice porti fortuna e salute a chi lo tocca. All’ultimo piano del castello si trova anche un piccolo altare con i vasi contenenti i tre predecessori dell’attuale serpente.

Raggiungere gli inferni di Beppu

Beppu è servita dagli Shinkansen ed è possibile utilizzare il Japan Rail Pass. Se si arriva nel Kyushu in aereo, dall’Aeroporto Nazionale di Oita, c’è un servizio di Limousine Bus che in poco più di un’ora raggiunge la stazione di Beppu.

Dalla stazione di Beppu si può poi raggiungere Kannawa in autobus, il costo della corsa varia a seconda della distanza, ma conviene prendere il pass giornaliero per 900yen.
Insieme al pass, acquistabile all’ufficio informazioni della stazione, vi verrà consehnata anche la tabella oraria di quel giorno e vi verranno indicati tutti gli autobus che portano agli inferni.

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