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Fondato nel 1869 per volontà dell’Imperatore Mutsuhito (meglio conosciuto come Meiji), il Santuario Yasukuni, che letteralmente significa Santuario della Pace Nazionale, è oggi il più importante Tempio Shintoista dell’intero Paese, oltre che il luogo di culto principale per la venerazione di coloro che hanno sacrificato la vita per la Patria. Cinque milioni di persone visitano il santuario ogni anno.

Ad ottobre 2004, il Libro delle Anime del Santuario, conteneva la lista di 2.466.532 uomini e donne, tra i quali 27.863 aborigeni di Taiwan e 21.181 coreani che nel periodo della Seconda Guerra Mondiale servirono sotto l’esercito Nipponico.
Il santuario Yasukuni commemora le anime di coloro che sono morti in armi dal 1867 al 1951. Cosa significano queste 2 date­? Il 1867 fu l’anno di inizio della Guerra Boshin (1867-1868) che segnò la restaurazione del potere imperiale in Giappone, potere che venne strappato dalle mani dell’ultimo degli Shogun Tokugawa, ponendo fine così al dominio quasi ininterrotto sul Giappone da parte della casta Samurai che durava dal lontano 1192 (shogunato Minamoto). Il 1951 rappresenta invece la fine dell’era militarista giapponese, con la sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale e la firma del Trattato di San Francisco che imponeva enormi restrizioni alla libertà d’azione giapponese, in tutti gli ambiti, non soltanto quello militare.

Ecco un breve riassunto delle principali guerre con relativo numero di caduti commemorati nel Santuario Yasukuni:

 

Assenze eccellenti e presenze inaspettate nel Santuario Yasukuni

Nel Santuario Yasukuni non sono venerate le anime di coloro che, nella Guerra Boshin e nella Rivolta di Satsuma, combatterono contro la fazione imperiale, di conseguenza grandi eroi giapponesi come Saigo Takamori (il carismatico “Katsumoto” del film “L’Ultimo Samurai” con Tom Cruise per intenderci), non trovano posto qui, anche se morti nella ferma convinzione di dare la vita per il futuro del Giappone. Questa situazione è causa tutt’oggi di profondo risentimento nelle Provincie di Aizu e Satsuma (odierna Kagoshima), le 2 principali aree di resistenza all’avanzata imperiale.
Come dicevo, generalmente, a Yasukuni vengono commemorati soltanto coloro che sono morti servendo il Giappone, quindi i civili morti per cause di guerra non vengono inclusi tranne alcune rare eccezioni:
*Civili che presero parte ai combattimenti sotto la guida dell’esercito e morirono in azione o per ferite o malattie (inclusi gli abitanti di Okinawa)
*Civili morti o presumibilmente morti in campi di lavoro sovietici dopo la Seconda guerra mondiale
*Civili mobilitati ufficialmente o volontariamente (operai, studenti mobilitati, infermiere della Croce Rossa Giapponese e volontari per la difesa antiaerea) uccisi in servizio
*Equipaggi della Marina Mercantile affondati con le loro navi in tempo di guerra
*Scolari di Okinawa morti nell’affondamento della nave Tsushima Maru che li stava evacuando

Itinerario storico sulle tracce della Battaglia di Okinawa

porta Torii Santuario Yasukuni
Porta Torii posta all’ingresso principale del Santuario. Quando fu qui installata nel 1921 era il Torii più grande del Giappone con i suoi circa 25 metri di altezza per 34 di larghezza

Cosa rappresenta il Santuario Yasukuni

Durante questi anni tumultuosi il santuario Yasukuni fu come un faro da seguire per tutti i giapponesi, militari e non. Era comune per i soldati inviati nelle missioni suicide kamikaze, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, dire che si sarebbero “incontrati di nuovo a Yasukuni” dopo la loro morte. Le anime ivi consacrate sono simbolo ed esempio di cosa fosse la dedizione e la fede totale nella causa del Giappone e nella figura Dell’Imperatore, che ricordiamolo, è considerato una divinità dai giapponesi e dallo shintoismo, in quanto diretto discendente di Amaterasu, la Dea del sole e creatrice del Giappone. Le persone qui consacrate, indipendentemente dal loro rango o posizione sociale, sono considerate completamente uguali e venerate come divinità di Yasukuni (dopo la morte, gli spiriti dei grandi guerrieri in Giappone possono assurgere al livello di Kami, traducibile con Dio-Spirito).
Nella cultura giapponese è tradizione esprimere il proprio rispetto ai defunti comportandosi con loro come se fossero ancora vivi, perciò nei cimiteri, e così anche ai piedi delle statue del santuario Yasukuni è normale vedere una moltitudine di oggetti offerti dalla gente ai defunti, persino cibo e bevande come the o sake lasciati in bottiglie aperte e ancora piene. Due volte l’anno, in primavera e in autunno, in occasione di festività tradizionali giapponesi le offerte donate dall’Imperatore sono portate al santuario Yasukuni alla presenza dei membri della famiglia imperiale.

Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, le autorità di occupazione guidate dagli Stati Uniti (conosciute come GHQ) ritennero che lo Shintoismo di Stato fosse estremamente pericoloso, nonché una delle principali cause del fanatismo giapponese ed ordinarono quindi l’immediata separazione tra chiesa e stato; da allora Il Santuario Yasukuni è stato finanziato e gestito privatamente. Il GHQ, non pago dell’abolizione dello Shintoismo di Stato e della dichiarazione di non divinità imposta all’mperatore Hiroito, aveva pianificato di bruciare il Santuario Yasukuni e costruire uno stadio per corse di cani al suo posto. Tuttavia, Padre Bruno Bitter della Curia Romana e Padre Patrick Byrne di Maryknoll hanno insistito con le autorità di occupazione sul fatto che onorare i caduti in guerra è diritto e dovere di ogni cittadino, riuscendo ad evitare la distruzione dell’importante Santuario Yasukuni.

I criminali di guerra processati dal Tribunale Militare Internazionale per l’Estremo Oriente furono inizialmente esclusi dalla consacrazione nel Santuario Yasukuni. Dopo il Trattato di San Francisco, tuttavia, il governo giapponese ha iniziato ad adoperarsi nell’inserimento di quei caduti considerati “criminali di guerra di Classe B e Classe C” (quelli non coinvolti nella pianificazione, preparazione e conduzione della guerra). Questi individui furono gradualmente registrati tra il 1959 e il 1967. Durante una cerimonia segreta, tenutasi nel 1978, quattordici criminali di guerra di classe A, che comprendevano i ministri e i migliori generali dell’era bellica, furono inseriti nel Libro delle Anime del Santuario Yasukuni. Tra questi spicca senza dubbio il nome del Primo Ministro e Capo dell’esercito giapponese durante il secondo conflitto mondiale, Hideki Tojo. L’imperatore Hirohito, che visitò il Santuario per l’ultima volta nel 1975, successivamente rifiutò di visitare il santuario. Nessun Imperatore del Giappone ha più visitato Yasukuni dal 1975. Il sacerdote capo Junna Nakata chiese al Pontefice Papa Paolo VI di celebrare una messa per il riposo delle anime dei 1.618 caduti dichiarati criminali di guerra di classe A, B e C. Nel 1980, Papa Giovanni Paolo II ha celebrato una messa nella Basilica di San Pietro per loro. Da quando questi criminali di guerra sono stati inseriti tra i Kami del santuario Yasukuni, in ogni occasione di visita ufficiale al tempio da parte di esponenti politici giapponesi, si scatena un polverone mediatico alimentato dalle nazioni asiatiche che hanno subito l’occupazione giapponese e tra le quali ancora non scorre buon sangue nei confronti del Giappone, su tutte, la Cina. Per questo motivo recentemente le visite ufficiali sono ridotte al lumicino.
Per far comprendere quanto sia forte il senso della tradizione e della patria in Giappone e quanto siano importanti il Santuario Yasukuni e il senso di riconoscenza verso i suoi caduti, prendiamo ad esempio questo fatto di cronaca:

Il 17 agosto 2009 un esponente dell’estrema destra giapponese ha tentato il suicidio tramite seppuku (suicidio rituale dei Samurai, praticato tramite autosventramento) dinanzi al parlamento, nel quartiere centrale di Nagatachō a Tokyo. L’uomo aveva addosso due messaggi indirizzati rispettivamente ai componenti di Camera e Senato. Stando alle indiscrezioni riportate da una tv privata avrebbe compiuto il gesto per spronare i parlamentari giapponesi a visitare il Santuario Shintoista di Yasukuni.

Indipendentemente dai vostri pensieri personali a livello storico, il Santuario Yasukuni è circondato da una sorta di aura spirituale difficile da non percepire, se lo visiterete siate consapevoli del suo significato e lasciatevi emozionare dalla sua storia.

Santuario Yasukuni
Tra le molte statue presenti nel parco del Santuario, questa è una di quelle più famose. L’uomo scolpito è uno dei piloti Kamikaze della Seconda Guerra Mondiale. Da notare la profonda reverenza mostrata dai giapponesi ancora oggi per i loro caduti, e il gran numero di bottigliette di the e sake ai piedi del pilota.

Visitare il complesso del Santuario Yasukuni

Accanto agli edifici del santuario si trova lo Yushukan, un grande museo che commemora le guerre giapponesi da una prospettiva da alcuni definita conservatrice giapponese con anche qualche pannello esplicativo in lingua inglese. Il museo e il sito web del Santuario Yasukuni hanno fatto dichiarazioni in cui sostengono che gli USA abbiano obbligato l’Impero del Giappone a lanciare l’attacco contro di loro, in modo da poter poi giustificare l’entrata in guerra americana, oltre a sostenere che il Giappone è andato in guerra con l’intenzione di creare una “Sfera di Co-Prosperità” per tutti gli asiatici, liberandoli così dal giogo occidentale.
Tra le chicche di questo fornitissimo museo vi sono senza dubbio un aereo da caccia ZERO della Marina Imperiale, un bombardiere e missili a guida umana per attacchi sottomarini kamikaze. Una delle cose per cui vale più la pena visitare questo museo è, a mio avviso, la presenza di moltissime ultime lettere (tradotte anche in inglese) scritte da piloti Kamikaze prima della fatale missione, nonché le fotografie di tutti i 5.843 piloti Kamikaze, per la maggior parte ragazzi di 16-18 anni. Questi reperti sono molto toccanti e aprono una finestra unica sulla mentalità giapponese fino a meno di 80 anni fa; veramente consigliato.

Esemplare di A6M5 “ZERO” modello 52, in servizio dall’agosto 1943, fu il miglior aereo da caccia della Marina Imperiale Giapponese durante la Seconda Guerra Mondiale

Attorno al Santuario sorgono centinaia di alberi di ciliegio tra cui il ciliegio rappresentativo di Tokyo che viene utilizzato dall’agenzia meteorologica per pronunciare l’inizio ufficiale della fioritura in città, il che lo rende uno dei posti più amati di Tokyo per assistere alla fioritura dei ciliegi, vista anche la vicinanza al Parco del Palazzo Imperiale e Chidorigafuchi.

Durante il Mitama Matsuri, il festival delle Lanterne che si svolge intorno a metà luglio, 30.000 lanterne illuminano il Santuario Yasukuni per commemorare i defunti durante le celebrazioni dell’Obon, il rituale di commemorazione della tradizione giapponese.

Lanterne poste lungo il viale di accesso al Santuario durante il Mitama Matsuri. Durante i Matsuri sono sempre numerosissime le persone che escono di casa indossando i Kimono o lo Yukata e tutte le varie componenti del vestiario tradizionale giapponese, come i famosi sandali infradito di legno (Geta) con tanto di apposite calze infradito (Tabi)