Il Monte Fuji con i suoi 3.776 metri di altezza, è il simbolo del Giappone, non solo per i turisti, ma anche per i giapponesi stessi: è il luogo sacro dove risiede il Kami della principessa Konohanasakuya, e scalare il Monte Fuji è una delle esperienze che andrebbero fatte nella vita. E’ una scalata tutto sommato semplice, che può essere affrontata da tutti con naturalmente un minimo di preparazione e di attenzione ed è grosso modo adatta a tutti. Onestamente, scordatevi il silenzio e la quiete delle scalate in montagna: la scalata del Monte Fuji è permessa solo due mesi l’anno e i 300.000 visitatori annuali sono tutti concentrati in questo periodo, aspettatevi quindi di procedere anche incolonnati, specialmente nei pressi della cima!

Nonostante il traffico e la relativa facilità, scalare il Monte Fuji è un qualcosa di magico, un’esperienza indimenticabile che vi rimarrà certamente nel cuore. Una volta in cima proverete un’emozione unica, la sensazione di avercela fatta e di aver in qualche modo raggiunto un qualcosa di straordinario. Forse è proprio per questo che il Monte Fuji è un luogo spirituale fondamentale per il Giappone e per lo Shintoismo: c’è una forza inspiegabile che circonda questa montagna e penetra nel cuore di chi la affronta.

Scalare il Monte Fuji – informazioni utili

Prima di raccontarvi della mia esperienza di scalata del Monte Fuji, ecco alcune informazioni che potrebbero tornarvi utili anche basate sulle domande che mi avete fatto su Instagram.

Quando scalare il Monte Fuji

I sentieri che portano alla cima del Monte Fuji sono aperti solamente per un paio di mesi l’anno, generalmente da metà luglio a metà settembre, ed ogni anno vengono comunicate le date esatte a seconda delle condizioni meteorologiche.
Scalare il Monte Fuji in off-season è molto pericoloso, soprattutto perchè per buona parte dell’anno la cima è coperta di neve, ma anche perchè le particolari condizioni climatiche possono portare a repentini cambi di meteo.

Inoltre in off-season i rifugi sono tutti chiusi e a differenza dei rifugi alpini che per lo meno hanno solitamente una tettoia od un punto anche all’aperto dove ripararsi, questi non hanno assolutamente niente….io ho tentato la scalata del Monte Fuji anche a fine settembre, una decina di giorni dopo la chiusura della stagione quindi quando ancora non c’era rischio neve, ma poco dopo la settima stazione sono dovuta tornare indietro per il vento e la pioggia forte che rendevano molto pericoloso continuare, oltre al fatto che una volta in cima avrei dovuto passare la notte all’addiaccio in attesa dell’alba, essendo naturalmente tutto chiuso. Tra l’altro, in caso di necessità, i soccorsi non risponderanno in alcun modo.
E’ quindi assolutamente sconsigliato scalare il Monte Fuji in off-season, meglio accontentarsi di ammirarlo visitando i dintorni del Monte Fuji dei quali vi ho raccontato nel post dedicato.

Generalmente si fa la scalata in notturna, partendo la sera ed arrivando in vetta per assistere all’alba.
Naturalmente potete fare anche l’escursione in giornata, ma considerate che non c’è vegetazione, quindi la farete tutta sotto il sole, inoltre la salita e la discesa richiedono un tempo di percorrenza piuttosto lungo e alla stazione di partenza non ci sono possibilità di pernottamento, dovreste quindi prestare attenzione a non perdere l’ultimo autobus per rientrare in città.

Scalare il Monte Fuji

Costo

La salita al Monte Fuji è in teoria gratuita, ma di fatto viene richiesto un contributo di 1.000 yen per preservare il luogo, in cambio vi verrà fornita una targetta commemorativa con il cordoncino di diverso colore a seconda del sentiero, in modo che vi possa anche tornare utile casomai imboccaste la discesa sbagliata….
E’ anche possibile acquistare un bastone commemorativo (1.000yen) dove far incidere i vari timbri delle stazioni e alla vetta (costo tra i 300 e i 500 yen per ogni timbro), ma considerate che ve lo dovrete scarrozzare tutto il tragitto, incluso i punti dove sarebbe utile usare le mani. Noi abbiamo scelto di non acquistarlo.

I rifugi

Lungo il percorso verso la cima del Monte Fuji ci sono diversi rifugi dove è possibile rifornirsi di cibo o anche fermarsi a pernottare. In corrispondenza dei rifugi si trovano anche i bagni, dove solitamente c’è una cassetta dove inserire l’offerta di 100 yen a persona. Ricordo che il Monte Fuji è una montagna sacra e l’acqua è un bene prezioso, cercate quindi di utilizzare i bagni con coscienza.

Nei rifugi è possibile acquistare snack e bevande, anche se personalmente consiglio di partire con una scorta da casa, essendo i prezzi naturalmente maggiorati. I rifugi offrono la possibilità di pernottare, per un costo che si aggira intorno ai 7.000 yen a persona. Spesso vanno prenotati in anticipo, soprattutto nei weekend di Agosto e soprattutto quelli più vicini alla cima. Non aspettatevi lusso: avrete un sacco a pelo probabilmente in spazi condivisi e con continuo via-vai di scalatori che si fermano a pernottare o decidono di ripartire prima. Personalmente ho scelto di NON pernottare in rifugio, ma fermarmi due volte per una sosta lunga di 50 minuti, il massimo consentito con una consumazione (e attenzione, non tutti i rifugi la permettono).

Temperatura ed attrezzatura necessaria

Il clima sul Monte Fuji è piuttosto instabile anche nella stagione di scalata e la temperatura generalmente è inferiore ai 10°C anche di giorno.
Intorno all’alba la temperatura si aggira tra gli 0°C e i 4°C e spesso c’è molto vento. Quando ho fatto la salita, intorno a fine luglio, sono partita da una temperatura di circa 29°C a Tokyo e circa 22°C alla quinta stazione da cui sono partita intorno alle 8 di sera. Una volta arrivata in cima, la temperatura era di 4°C con molto vento piuttosto freddo.

Di conseguenza, capite bene quanto sia importante un abbigliamento a cipolla, composto da vari strati.
Personalmente ero attrezzata con maglia termica, maglia a mezze maniche, giacchetto windstopper da sci e piumino invernale (un Woolrich bello imbottito con cappuccio). Pantaloni termici e calzettoni da montagna. Sciarpa e guanti.
Importante anche una mantella antivento/antipioggia, sia perché potreste incontrare qualche scroscio di pioggia nella salita, ma soprattutto perché la mantella, meglio se cerata, vi ripara dal vento, che in alcuni punti è piuttosto sferzante.

Normali scarponcini da montagna sono sufficienti, essendo comunque il terreno abbastanza agibile, delle buone scarpe da ginnastica antiscivolo potrebbero essere sufficienti, ma potrebbero poi causarvi fastidi alle caviglie soprattutto lungo la ripida discesa.

Se fate la scalata in notturna è utile anche avere una pila per illuminare il sentiero, potete usare quella del cellulare o una pila da tenere in mano, ma per comodità consiglio una luce da testa in modo da avere le mani libere perchè in alcuni punti potrebbe tornarvi comodo aiutarvi con le mani per superare dei dislivelli rocciosi.
Se invece salite di giorno, non scordate crema solare e cappellino per evitare ustioni e colpi di calore.

E vista appunto la necessità di avere le mani libere, personalmente sconsiglio l’uso dei bastonicini da trekking, che in alcuni punti della salita potrebbero addirittura ostacolarvi. Un’alternativa potrebbero essere i bastoncini pieghevoli, che nella discesa potrebbero tornarvi molto utili!

Qui alcuni prodotti che potrebbero tornarvi utili per la scalata del Monte Fuji:

      

 

 

 

 

 

 

Preparazione fisica necessaria

La domanda più frequente che mi avete fatto riguarda la preparazione fisica necessaria per scalare il Monte Fuji. Partiamo con la premessa che si tratta comunque di un’escursione in quota, dove si arriva a oltre 3.700 metri. Quindi un minimo di abitudine alla montagna, al camminare per lungo tempo e un minimo di preparazione fisica sono necessari. Tuttavia è un percorso relativamente semplice, ben segnalato e con diversi punti dove si può sostare per riprendere fiato, quindi salendo secondo i propri ritmi, con calma e abituandosi poco alla volta all’altitudine, non si dovrebbero avere grossi problemi.

Sono comunque in vendita bombolette di ossigeno per evitare malori dovuti all’altidutine come vertigini, giramenti di testa e vomito. Io personalmente non ne ho sofferto minimamente, nonostante l’ultima volta che ho fatto una scampagnata sulle Alpi era stato oltre due anni prima, ed in Giappone non ci sono molte montagne alte dove allenarsi all’altitudine.

La vetta del Monte Fuji

Una volta arrivati in cima, dopo il lungo momento di gioia e commozione che sicuramente avrete, potete decidere di fare il percorso lungo il cratere che dura circa un’ora e mezza. Ma probabilmente sarete abbastanza provati e preferirete concedervi un bel pasto o bevanda calda al rifugio. Qui potete anche acquistare una cartolina e spedirla a voi stessi: il timbro postale riporterà proprio la dicitura Fujisan, una prova tangibile della vostra esperienza!
In vetta, così come lungo quasi tutto il percorso, c’è il wifi gratuito del network Monte Fuji e preparatevi ad essere circondati di scalatori che si radunano qui dai quattro sentieri di salita!

View from Summit of Mount Fuji

Problemi a cui prestare attenzione durante la scalata del Fuji

Scalare il Monte Fuji è un’esperienza indimenticabile, ma vi voglio riassumere i principali problemi di cui tenere conto durante la scalata, così da essere pronti e non rovinarvi la scalata a causa di brutte sorprese.

Mal di montagna

Si tratta di un’escursione in quota e quindi, specialmente se non siete abituati, meglio salire con calma, facendo pause frequenti, in modo da abituare il corpo alla minore quantità di ossigeno presente nell’aria. Il mal di montagna potrebbe causare vertigini, senso di nausea e giramenti di testa, se avete questo timore, acquistate una bomboletta di ossigeno alla quinta stazione o ad uno dei rifugi dove vengono vendute. Non fatevi problemi, moltissimi giapponesi le usano!

Traffico

Preparatevi ad essere circondati da gente, specialmente vicino alla cima, con punti dove dovrete procedere incolonnati e costretti anche a fermarvi in attesa. Purtroppo molti giapponesi non sono minimamente preparati alla montagna e non avanzano in modo spedito, il che aumenta ulteriormente la congestione del traffico nell’ultimo tratto, dove il sentiero diventa anche più stretto. Ricordo che non è consenito uscire dal percorso segnalato, quindi aspettate pazienti e non cercate di superare uscendo dal sentiero. Armatevi di pazienza e se non volete rischiare di essere ancora incolonnati all’alba, muovetevi d’anticipo: sulla cima ci sono panchine e punti ristoro dove concedervi una bevanda calda nell’attesa!

Divieto di campeggio e bagni

Sul Monte Fuji non è possibile uscire dai percorsi segnalati e nemmeno campeggiare. Se volete riposarvi, lo potete fare brevemente ai lati del sentiero, possibilmente in punti che non siano d’intralcio agli altri escursionisti, o fuori dai rifugi, dove si trovano panchine o piccoli piazzali dove sedersi a terra. Naturalmente resta disponibile anche l’opzione del pernottamento o della sosta da 50 minuti con consumazione, dove potrete anche scaldarvi un poco all’interno e chiudere gli occhi per un po’ per riprendere le forze.
Inutile dire che per i vostri bisogni, li dovete espletare solo nei bagni pubblici, lasciando il contributo di utilizzo di 100 yen, usandoli coscienziosamente. Il Monte Fuji è un luogo sacro, che non vi salti in mente di fare pipì altrove! (Tenete comuqnue presente che non ci sono alberi, non si può uscire dai sentieri e c’è gente…….).

LA DISCESA

Tutti si concentrano a parlare della salita, ma il vero problema della scalata al Monte Fuji è la discesa, specialmente per i due sentieri più frequentati. Salita e discesa seguono due percorsi diversi e se durante la salita troverete principalmente terreno roccioso duro e a tratti che quasi richiede di arrmapicarsi, la discesa è TUTTA su terreno morbido, estremamente ripido e a tornanti. Un vero supplizio per ginocchia e caviglie…molte persone, naturalmente allenate, la fanno correndo perchè effettivamente è il modo che meno va a sollecitare le articolazioni. In questo caso, i bastoncini da trekking potrebbero rivelarsi un ottimo alleato. Ricordate inoltre che subentrerà il fattore stanchezza, quindi prestate attenzione alla discesa quanto ne avete prestata alla salita!

La mia esperienza sul Monte Fuji – il sentiero Yoshida

22 km percorsi, 34.000 passi, 234 piani saliti. Dalle 20.00 alle 9.00 del giorno dopo. Emozioni infinite. Così può essere riassunta la mia esperienza di scalata del Monte Fuji insieme a mia sorella.

Per raggiungere la vetta ci sono 4 sentieri, ed il sentiero Yoshida, quello che ho fatto anche io è il più frequentato.

E’ il più semplice da raggiungere da Tokyo, quello con più rifugi e quello relativamente più semplice.
Naturalmente è anche il più trafficato, il che potrebbe anche rivelarsi un bene se non vi sentite sicuri e preferite affrontare la scalata sapendo che potrebbero esserci più persone attorno a voi.

Il tempo di salita (camminata effettiva) va dalle 5 alle 7 ore, io e mia sorella siamo partite dopo le 8 di sera e siamo arrivate in cima giuste per l’alba, intorno alle 4.30. Abbiamo fatto diverse pause snack brevi e due lunghe da 50 minuti, per un tempo effettivo di camminata di circa 5 ore.
Il sentiero è relativamente semplice, senza grandi pendenze eccezion fatta per alcuni tratti rocciosi fatti quasi “a gradino”, dove risultava più comodo utilizzare le mani ed “arrampicarsi”, dalla settima stazione in poi. Per fare gli ultimi 200 metri, abbiamo impiegato 40 minuti perché bloccate ferme in colonna. Avevamo deciso di ripartire dall’ultimo rifugio intorno alle 3.30, ma avremmo fatto meglio ad anticipare la ripartenza così da arrivare in cima prima ed eventualmente rifocillarci all’interno al ristorantino in vetta.

Il ritorno abbiamo impiegato circa 3 ore, ma siamo andate piuttosto spedite perchè avevamo prenotato il primo autobus delle 10 per rientrare in città e avevamo paura di perderlo (in realtà siamo arrivate alla quinta stazione poco dopo le 9, quindi abbiamo avuto anche del tempo per riposarci e fare un veloce shopping di souvenir).

Non abbiamo avuto alcun problema, ne abbiamo sentito particolare affaticamento, se non un po’ il sonno…ma il pomeriggio seguente lo abbiamo passato a Tokyo a ronfare ovviamente!
Abbiamo anche incontrato una leggera pioggerellina e parecchio vento, ma non abbiamo patito particolarmente il freddo: abbiamo indossato tutti gli strati, mantella inclusa solo quando ci fermavamo a fare pausa ed in vetta.

Come arrivare

Per arrivare alla Quinta Stazione da dove parte la scalata del Monte Fuji, ci sono autobus diretti dalla Stazione di Shinjuku, consiglio di prenotarli in anticipo dal sito dedicato. Il costo della tratta di sola andata è 2.950 yen e ci vogliono circa due ore e mezza.
In alternativa è anche possibile prendere l’ autobus fino a Kawaguchiko e poi da lì prendere il Mountain Bus fino alla Quinta Stazione.
Potreste anche valutare l’idea di fermarvi a Kawaguchiko la notte successiva e approfittarne per rilassare i muscoli negli onsen 😉

Gli altri sentieri

Chi scala il monte Fuji una volta nella vita è un uomo saggio, ma chi lo scala due volte è un pazzo” dice un proverbio giapponese.
Ma i sentieri per arrivare sulla cima del Monte Fuji sono quattro e a me ronza in testa l’idea di provarne almeno anche un altro……

Comunque, come dicevo, il sentiero Yoshida è quello più frequentato e relativamente più semplice ed attrezzato, oltre che il più comodo da raggiungere da Tokyo. Vi lascio comunque alcune informazioni veloci sugli altri sentieri, ma vi rimando al sito ufficiale per le scalate del Monte Fuji per i dettagli.

Sentiero Fujinomiya

E’ il secondo sentiero più frequentato, dove però salita e discesa avvengono lungo lo stesso percorso e quindi è necessario prestare maggiore attenzione. E’ il percorso più breve, sono meno di 4 km, ma è molto ripido (richiede dalle 5 alle 7 ore di salita), quindi già serve un pochino più di esperienza.
Essendo comunque l’accesso più comodo dalla zona occidentale del Giappone, è piuttosto frequentato e ci sono molti rifugi.

Sentiero Subashiri

La tratta vicino alla vetta (dall’ottava stazione) sia in salita che in discesa è la stessa dello Yoshida, per questo quella parte del percorso è sempre piuttosto trafficata. Anche la durata è simile, sebbene si parta dai 2.000 metri di altitudine. Soprattutto la prima parte è leggera e con anche un po’ di vegetazione. E’ un po’ il fratello minore dello Yoshida, visto che la sua quinta stazione di partenza è meno sviluppata ed anche i collegamenti da Tokyo sono meno comodi.

Sentiero Gotemba

E’ il percorso più lungo, meno battuto e con meno servizi, quindi non adatto ai meno esperti che potrebbero aver bisogni di riposarsi più spesso. Pochi i rifugi, ma questo percorso permette di vedere l’alba da qualsiasi punto, anche prima di raggiungere la cima. E’ sicuramente il meno trafficato, ma la salita richiede tra le sette e le dieci ore e fino alla settima stazione non ci sono nè bagni nè rifugi, bisogna essere pronti a percorrere un lungo tratto prima di potersi rifocillare.