La nuvola bianca sale su per la collina, verde, bianco ed azzurro sono i colori che riempiono i miei occhi nella chiara luce del mattino, con un timido sole che fa capolino dopo una giornata di pioggia. Il canto degli uccelli e lo scorrere del fiume i suoni che accompagnano questo mio risveglio in questa valle remota. 

Nella Valle di Iya cambia il senso del tempo. Tutto scorre secondo i ritmi della natura in questa valle isolata e remota, che divenne uno dei luoghi di rifugio del clan Taira, sconfitto dai Minamoto nella Guerra Genpei.

Così lontano dai neon e dalle luci di Tokyo, ma anche così diversa dai paesaggi delle Alpi Giapponesi. La natura della Valle di Iya ha un qualcosa di misterioso e segreto, qualcosa che ti attira, ma al tempo stesso ti tiene a distanza. Una valle stretta, qualche villaggio sparso sui fianchi delle colline, rocce levigate dall’acqua e strapiombi vertiginosi. Siamo nello Shikoku, tra le quattro isole del Giappone, quella decisamente meno conosciuta, ma selezionata dalla Lonely Planet tra i Best in Travel 2022.

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Perchè visitare la valle di Iya

La valle di Iya non è forse la destinazione più adatta ad un primo viaggio in Giappone ma è una tappa che consiglio vivamente agli amanti della storia Giapponese, delle leggende e del folklore e a chi è alla ricerca di un posto dove assaporare momenti lontano dalla frenesia della città e del quotidiano, rilassandosi o facendo attività nella natura.

Nella Valle di Iya non troverete “il Giappone che immaginate”, niente treni futuristici, disegnini colorati, ma neanche dozzine di templi o centinaia di ristoranti di sushi o ramen. Non c’è niente di tutto quello che ci aspettiamo di vedere in Giappone.
Ma allora perchè spingersi fino a qui?

Forse proprio perchè non c’è niente di quello che ci aspettiamo e c’è qualcosa che possiamo trovare solo qui, come i ponti Kazurabashi fatti di vitigni intrecciati, che pare siano stati originariamente costruiti dai Taira in modo da venir facilmente tagliati in caso di attacco nemico, o un villaggio abitato da bambole o incontrare uno Yokai, personaggi del folklore giapponese che paiono essersi resi protagonisti di molti episodi della zona….e poi grazie ad Alex Kerr e il suo libro, questa valle ha vissuto una sorta di riscoperta.

Io ci ho passato due giorni, alloggiando alla Kajiya Iya Romantei dove grazie all’accoglienza e alle esperienze organizzate da Shino San ho vissuto una delle esperienze che ricorderò per sempre. Due giorni sono per me stati sufficienti per avere un’assaggio della Valle di Iya e visitare i maggiori punti di interesse, ma già sto programmando di tornare per un’immersione nella storia sulle tracce del clan Taira.

Il rifugio dei Taira

Tra il 1180 e il 1885 i clan Minamoto e Taira si affrontano in una serie di Battaglie, in quella che è chiamata la guerra Genpei (dalle altre due letture dei kanji che sono Genji e Heike), per assicurarsi il “controllo dell’Imperatore” e quindi indirettamente  controllo del Giappone. Parte di questa saga è raccontata nell’Heike Monogatari che però non è mai stato tradotto in Italiano. Due delle battaglie di questa guerra si sono svolte nello Shikoku, tra cui la Battaglia di Yashima (Takamatsu) che rese famoso il giovane arciere Nasu no Yoichi, di cui vi parlerò in un prossimo post dedicato a Takamatsu, e la Guerra Genpei si concluse con la vittoria dei Minamoto che portò i Taira sopravvissuti a disperdersi negli angoli più remoti del Giappone, come a Yunishigawa Onsen di cui vi avevo parlato in un video YouTube, e soprattutto nella Valle di Iya.
Non ci sono in realtà molte conferme scritte che gli Heike si rifugiassero davvero qui, ma pare che i tipici ponti della Valle di Iya siano stati costruiti da loro e che i discendenti dell’antico clan vivano ancora nella zona di Ochiai.
Sono molti i luoghi nella valle che paiono essere legati a questo racconto, ho già deciso che in futuro tornerò per seguire tutte le tracce dei Taira nella Valle di Iya, se vi va potete sostenere questo progetto offrendomi un caffè qui!

Cosa vedere nella valle di Iya

Più ci si addentra nella valle di Iya e più le strade diventano strette, i mezzi pubblici si fanno più rari e il numero di visitatori scende….il mio consiglio è quello di dedicare alla Valle di Iya almeno due giorni e una notte, in modo da visitare anche la parte più remota di Oku-Iya e lasciarvi avvolgere dalla natura misteriosa che avvolge l’area.
Possiamo dividere la Valle di Iya in tre zone: la zona di Oboke, all’ingresso della valle dove arrivano anche i treni, Nishi-Iya con le “attrazioni principali” e uno splendido onsen e Oku-Iya, la zona più remota dove non arrivano i bus tour.

Oboke

Oboke e la adiacente Koboke significano “Grandi sassi pericolosi” e “piccoli sassi pericolosi”, e questo è un discreto indizio su quanto da sempre sia stato difficile accedere alla Valle di Iya passando da qui… Ora è il punto di partenza dei visitatori della zona, dove si trova anche la stazione JR per chi arriva con i mezzi pubblici.  Oboke è una gola spettacolare con pareti impressionanti di grande interesse geologico per la loro particolare conformazione, attraversata dal fiume Yoshino, uno dei tre importanti fiumi del Giappone, dalle splendide acque color smeraldo. Durante la stagione dei tifoni il fiume si può anche ingrossare molto, diventando anche pericoloso. Sono molti gli appassionati di rafting che visitano Oboke per solcare le acque del fiume Yoshino!

Giro in barca nella gola di Oboke

Per questa volta, vista anche il tempo piovigginoso, abbiamo optato per il tranquillo giro in barca, conn partenza dalla road station Obokekyo Mannaka, ad una ventina di minuti a piedi dalla stazione. Il giro dura 30 minuti e la barca è coperta, quindi possibile godersi l’escursione anche nelle giornate di pioggia, che contrariamente a quanto si potrebbe pensare, contribuiscono a rendere l’atmosfera ancora più mistica. Il biglietto singolo costa 1.500 yen, ma vi consiglio di acquistare il biglietto combinato che include anche il Museo degli Yokai e il Ponte Kazurabashi per 2.150 yen. Partenze ogni 15/30 minuti dalle 9.00 alle 15.30

 

Museo degli Yokai

Tra la stazione di Oboke e il punto di imbarco si trova l’Oboke Lapis un piccolo centro informazioni che ospita anche il particolare Museo degli Yokai. Gli Yokai sono mostri e creature del folklore giapponese, come Kappa, Tengu e Tanuki, ma facendo tappa in questo museo ne scoprirete moltissimi altri!
Ve l’ho detto, la Valle di Iya è una terra misteriosa e sono moltissimi i racconti popolari e le leggende che raccontano di strani epidosi avvenuti nella zona, tutti naturalmente con protagonisti gli yokai che vivono qui! Nel Museo degli Yokai di Oboke troverete molte statue con relativa spiegazione e leggenda, scritta anche in inglese, ed è decisamente una tappa interessante sia per gli appasionati del’argomento che per chi ama le cose particolari.
L’ingresso costa 600 yen (o compreso nel pass) ed include anche il piccolo museo di gemme e rocce al secondo piano. Aperto dalle 9 alle 17, chiuso il lunedì.

Nishi Iya

Proseguend verso l’interno si arriva nella zona “più famosa” della Valle di Iya, quella dove si trovano quelli che potremmo definire i simboli della valle. Organizzandosi un po’, si può pensare anche di muoversi con gli autobus, anche se si rimane molto vincolati agli orari essendoci comuque poche corse.

Ponte Iya Kazurabashi

La cosa più famosa di Iya sono sicuramente i suoi ponti di vite, che pare siano stati originariamente costruiti dai Taira in modo da poter essere facilmente recisi in caso di attacco nemico, e che ora vengono ricostruiti ogni 3 anni per permettere l’attraversamento in sicurezza. Stiamo comunque parlando di ponti sospesi su cui si cammina su assi distanziate tra loro e legate insieme da dei rami….non proprio una passeggiata da fare in infradito o con i tacchi ecco.
Una volta c’erano 13 ponti nella Valle di Iya, ora sono soltanto tre. Il più famoso ed imponente si trova a Nishi-Iya, è lungo 45 metri ed è sospeso ad un’altezza di 14 metri. Essendo abbastanza frequentato, è possibile percorrerlo in una sola direzione e svoltando a sinistra dopo averlo attraversato, raggiungerete anche una bella cascata. Se avete un certo languorino, fermatevi nel ristorantino tra il ponte e la cascata per gustarvi degli ottimi dango o del delizioso pesce di fiume infilzato in uno spiedino e cotto sul fuoco, proprio come nei cartoni animati!
Costo per attraversare il ponte 550yen (o incluso nel pass), aperto dalle 8.00 alle 17.00 (orari estesi in estate)

Iya Onsen

Purtroppo questa volta non ho avuto occasione di provare personalmente questo famoso onsen collocato praticamente sulla riva del fiume a cui si accede con una funicolare. Si può sia pernottare nell’hotel ma anche concedersi una pausa di qualche ora nell’onsen al costo di 1.700yen  dalle 7.30 alle 18.00
La fermata del bus è proprio di fronte alla struttura.

Statua del bambino che fa pipì

Una passeggiata di un paio di minuti dall’Iya Onsen e si raggiunge quello che è diventato il simbolo della Valle di Iya: la statua di un bambino che fa pipì da una roccia che sporge su uno strapiombi di 200 metri!
La strada che passa da questo punto è chiamata “nana magari”, sette curve proprio per la sua sequenza di curve e pare che arrivare in questo punto e fare pipì da questa roccia fosse una prova di coraggio in voga tra i bambini della zona. Oggi c’è un guardrail e diversi segnali che indicano il divieto di sporgersi, quindi limitatevi ad osservare questa coraggiosa statua e non imitatela 😀
Se siete in auto, non c’è spazio per fermarsi, consiglio di lasciarla all’Iya Onsen e fare un pezzettino di strada a piedi.

Hi no ji viewpoint

Lungo la strada che porta fino all’Iya Onsen si trova questo spettacolare punto panoramico dove il fiume Iya che scorre nella vallata sottostante forma una curva che ricorda la lettera ひ (hi). La vista è mozzafiato e c’è anche un piccolo spiazzo dove fermare l’auto per fotografare la vista.

Oku Iya

Strade più strette e mezzi pubblici molto radi, la parte più interna di Iya è quella meno turistica e dove secondo me si trova l’essenza di questa valle, dove lo scorrere del tempo fluisce diversamente e dove si trovano moltissime cose particolari (inclusi molti luoghi legati al clan Taira che approfondirò la prossima volta). Ad Oku-Iya è anche dove ho scelto di pernottare.

Chiiroi – la casa di Alex Kerr

Sono gli anni ’70 ed un giovane americano studioso ed appassionato di Giappone, sta soffrendo quella trasformazione moderna del Giappone (e come dargli torto ndr…). Alex Kerr arriva nella Valle di Iya e acquista una vecchia casa isolata in questa zona e la ristruttura grazie all’aiuto degli abitanti dell’area, incuriositi da questo straniero così interessato a sistemare la casa nonostante le difficolta ed i costi legati soprattutto a quel tetto di paglia tanto in uso in passato quanto obsoleto al giorno d’oggi, tanto che fa non poca fatica a trovare qualcuno ancora in grado di fornire il materiale!
Di Chiiori, la casa del flauto, Alex Kerr ne racconta in quello splendido libro che è “Lost Japan” (La bellezza del Giappone Segreto in Italiano), che venne scritto per un pubblico giapponese, nel tentativo di far aprire gli occhi su quello che il Giappone moderno stava perdendo, abbagliato dalla modernità dei paesi occidentali.
Ora Chiiori è parte di un’organizzazione no-profit, è stata aggiunta una parte moderna con bagni e cucina ed è possibile pernottarci. Non è proprio economica, ma c’è spazio per 12 futon, quindi andandoci in gruppo si poù abbassare il costo a persona. Si può anche contattare l’associazione e chiedere di poterla visitare, in questo caso viene richiesto un contributo di 500 yen, gli orari variano a seconda della disponibilità.

Ochiai

Nel villaggio storico di Ochiai, costruito sul fianco della collina, si trovano ancora abitazioni tradizionali dal tetto in paglia, alcune vecchie di 200 anni, e pare che qui vivano ancora alcuni discendenti dei Taira rifugiatasi nella valle. Sulla collina opposta si trova un punto d’osservazione, da dove si può ammirare il villaggio di Ochiai e la sua particolare disposizione a terrazza.

Nagoro, il paese delle bambole

Kakashi no sato“, il paese degli spaventapasseri è il soprannome che si è guadagnato il villaggio di Nagoro. Quando le ho mostrate nelle mie Instagram Stories durante la mia visita alcune persone le hanno trovate inquietanti, altre adorabili….ma la storia dietro a queste bambole non può non commuovere.
Ayano San è una signora che è nata e cresciuta a Nagoro, ma come molte persone si sposta poi in città, ad Osaka, fino al 2003, quando torna nel suo paese natale e lo trova quasi totalmente disabitato. Le facce che ricordava non ci sono più, le case sono vuote e non si sente più il vociare dei bambini dalla scuola elementare.
E così decide di ripopolarlo. Una bambola alla volta. Una che aspetta l’autobus, una che lavora nell’orto, uno che pesca lungo il fiume….ora le bambole sono oltre 400, disseminate per tutto il paese, affacciate alle finestre, e intente a festeggiare un matrimonio, un matsuri ed un evento scolastico nella palestra della scuola. Patrick ha avuto l’occasione di parlare con Ayano San durante il suo viaggio in Shikoku ed ha scritto un bellissimo articolo sulla sua visita a Nagoro.
Lo spopolamento delle campagne è un problema che affligge enormemente il Giappone, non mi dilungherò al riguardo perchè un blog di viaggi non è il posto adatto per parlarne, ma posso solo augurarmi che sempre più viaggiatori scelgano di viaggiare responsabilmente, visitando anche le realtà meno conosciute e portanto così opportunità di lavoro anche in queste aree, supportanto un turismo sano e sostenibile.

Oku-Iya Kazurabashi

Ad Oku-Iya si trova un altro ponte kazurabashi, anzi se ne trovano ben due! Il ponte “marito” ha una lunghezza di 44 metri, mentre il vicino ponte “moglie” è lungo 22 metri. A questi due ponti si trovano molti meno turisti rispetto a quello di Iya ed è possibile percorrerli in entrambe le direzioni. Vengono anch’essi ricostruiti ogni 3 anni e sono altrettanto suggestivi. E’ anche possibile scendere in riva al fiume e rinferscarsi con l’acqua cristallina e qui si trova anche un “Wild Monkey Bridge“, ovvero una casettina di legno sospesa su corde che veniva utilizzata per trasportare oggetti da una riva all’altra. E’ ancora funzionante e ci si muove tirando la corda! Io non ho potuto provare l’esperienza perchè momentanemanete chiusa per il Covid (essendo che tutti toccherebbero la corda che non viene disinfettata in continuazione!)
Costo 550 yen, aperto dalle 9.00 alle 17.00 (orario esteso in estate)

 

Come visitare la Valle di Iya

Si può visitare la Valle di Iya arrivando con i treni JR fino alla stazione di Oboke, passando da Okayama e Takamatsu ma una volta giunti, sarebbe meglio avere a disposizione un’auto.
Ci si può spostare anche con gli autobus, soprattutto tra Oboke e Nishi Iya, ma bisogna organizzarsi bene per non perdere gli orari, sul sito Iya Time trovate tutti gli orari e le fermate dei bus in inglese,
Una soluzione molto comoda è anche qulla di noleggiare un auto con conducente, troverete diverse opzioni anche direttamente alla stazione di Oboke. Potete scegliere di fare un giro standard o richiedere un itinerario personalizzato a seconda del vostro interesse. Se pernottate alla Kajiya Iya Romantei, Shino San è a disposizione per portarvi in giro e chiede solamente un piccolo contributo per la benzina e che gli venga offerto il pranzo (ed eventuali altri ingressi).

Dove alloggiare nella valle di Iya

Per vivere al meglio la valle di Iya, vi consiglio di scegliere una sistemazione in minshuku, che vi permetta il più possibile di entrare in contatto con la gente del posto. Noi abbiamo vissuto una bellissima esperienza da Shino San, dove abbiamo avuto occasione di vivere un’esperienza tradizionale a tutto tondo, mangiare ottimo cibo da lui cucinato e dormire in una casa in legno e tatami.
Dell’esperienza ve ne parlerò in dettaglio in un post dedicato, ma se visitate la Valle di Iya, la sua Kajiya Iya Romantei è una scelta super consigliata!

Guarda il video YouTube per scoprire la magia di questa valle

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