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Il mio itinerario di una settimana in Corea del Sud
Sicuramente la Corea del Sud ha bisogno di più giorni anche solo per visitare le tappe principali, una settimana è secondo me sufficiente solo per visitare Seoul ed al massimo un’altra breve tappa, che nel nostro caso è stata Andong, “il posto più coreano della Corea” come venne detto alla Regina Elisabetta che celebrò qui il suo compleanno nel 1999.
Giorno 1 – Arrivo a Seoul
Arriviamo all’aeroporto di Incheon nel pomeriggio e grazie ai comodi collegamenti via treno, raggiungiamo il centro città e la nostra sistemazione nel quartiere di Jongo 3, da dove si raggiungono con una passeggiata molti dei principali punti di interesse di Seoul.
Ne approfittiamo subito per esplorare il quartiere di Insadong, tra botteghe di artigiani, artisti e case da tè, il tempio Jogyesa e Ikseon-dong Hanok Village, un dedalo di vicolini pieni di negozi e cafe, molti dei quali all’interno di case hanok tradizionali.


Giorno 2 – Seoul: Noleggio hanbok e Palazzi Imperiali
Nonostante il freddo, decidiamo di noleggiare l’hanbok, l’abito tradizionale coreano per tutto il giorno, entrando così gratuitamente in tutti i Palazzi Imperiali di Seoul.


Giorno 3 – Escursione alla DMZ, al confine con la Corea del Nord
Questa era la tappa che più mi incuriosiva di tutto il viaggio, un’escursione (che deve essere per forza con una guida) alla Zona Demilitarizzata, quel lembo di terra largo 4 km tra la Corea del Nord e la Corea del Sud. L’escursione inizia al mattino presto, ci sono degli orari precisi e persiste sempre l’incognita che il tour possa venir interrotto o che alcune aree diventino inaccessibili.
Noi abbiamo optato per il tour di mezza giornata acquistato tramite Get Your Guide, ma ci sono anche tour da una giornata intera con visita a un ponte sospeso o a un giro in barca. Tra l’altro scaricando l’app ed inserendo il codice WARMCHEAPTRIPS5 avrete uno sconto del 5%.


Giorno 4 – Seoul: Musei e Hongdae


Giorno 5 e 6 – Andong
Anche il centro di Andong è molto carino da visitare, con moltissime statuette divertenti di quella che immagino sia la mascotte della città ed un particolarissimo Sinse-dong Mural Village, ricco di murales e arte.


Giorno (6 e) 7: Pernottamento in un hanok a Seoul e rientro


Itinerario in Corea del Sud – Informazioni Utili
Periodo di viaggio & Temperature
Abbiamo visitato la Corea del Sud a fine febbraio che non è decisamente il periodo di viaggio migliore, visto che le temperature sono parecchio rigide. Abbiamo sempre preso giornate di sole, ma fino a pochi giorni prima c’erano state copiose nevicate e attraversando le campagne abbiamo visto degli sprazzi di neve.
Il clima è molto molto secco, generalmente ventoso e direi che le famose maschere viso e creme coreane sono indispensabili per evitare tagli e fastidi sulla pelle. Le temperature a fine febbraio erano di poco sopra allo zero e un intimo tecnico sotto a vestiti invernali è assolutamente necessario. Durante il nostro viaggio, tutti le visite guidate sono avvenute come previsto, ma in diverse persone ci hanno detto che spesso a gennaio e febbraio, vengono cancellate perchè fa troppo freddo, quindi tenete presente questo rischio. Di certo l’inverno non è il periodo migliore per un viaggio in Corea e il freddo rallenterà un po’ la vostra visita. Il lato positivo ovviamente è che è il periodo meno affollato, in cui i tour sono meno affollati ed i prezzi degli alloggi più bassi.
Visto d’ingresso & Assicurazione Sanitaria
Per entrare in Corea del Sud è necessario avere un passaporto con validità residua di almeno tre mesi e un biglietto di uscita dal paese. Per gli italiani, fino al 31 Dicembre 2025, il K-ETA è sospeso e il visto turistico di 90 giorni viene rilasciato direttamente all’ingresso del paese. E’ sufficiente compilare l’arrival card cartacea in aeroporto oppure la versione digitale a partire da 72h prima dell’arrivo. Se compilate l’arrival card in digitale, risparmierete un po’ di tempo in aeroporto.
L’assicurazione sanitaria non è obbligatoria per entrare nel paese, ma come sempre vi consiglio di stipulare una polizza che copra qualsiasi cosa possa succedere durante un viaggio all’estero, soprattutto se fuori Europa. Heymondo è l’opzione che vi suggerisco, grazie anche alla possibilità di comunicare via chat, senza bisogno di telefonare, e allo sconto del 10% che avete in quanto miei lettori.


Fuso orario, corrente e valuta
La Corea ha lo stesso fuso orario del Giappone, quindi 7 ore avanti rispetto all’Italia quando è in vigore l’ora legale e 8 ore nel periodo invernale.
Le prese elettriche sono di tipo C (quelle europee, con due dentini tondi) e di tipo F (le shuko).
Quasi ovunque in Corea viene accettata la carta di credito, anche se a volte le carte non coreane danno qualche problema. Io vi consiglio Revolut, che mi è sempre stata accettata, non ha commissioni di cambio valuta e vi permette di prelevare i contanti che vi serviranno per pagare le bancarelle di street food e ricaricare la tessera dei trasporti T-Money (a meno che non abbiate WowPass e ricarichiate da lì, vi spiego sotto). Se invece preferite cambiare i contanti, vi consiglio di farlo nel Money Exchange all’angolo di Insadong, di fronte al negozio di frullati, che ha il cambio migliore.
Connessione internet
La connessione wifi gratuita è meno diffusa di quanto mi aspettassi, con molti locali che non avevano il wifi. Nelle stazioni è presente, ma abbastanza lento ed è sicuramente meglio avere una propria connessione.
Le sim fisiche, con anche numero di telefono, sono disponibili con durate anche di 10/15 giorni, ma sono generalmente più costose delle e-sim tipo Airalo. Il pocket wifi può essere una buona soluzione, soprattutto se volete connettere più dispositivi o volete giga illimitati.
Nel nostro caso, Dice ha fatto il pacchetto WOW Pass che includeva T-money e e-sim per 5 giorni e abbiamo condiviso l’hotspot. Per i giorni finali, io ho attivato questa e-sim di 3GB, condividendo a mia volta l’hotspot con lui. Questa volta non abbiamo utilizzato Airalo come e-sim perchè per pochi giorni non offriva tariffe convenienti.


App indispensabili
Comodissima per un viaggio in Corea del Sud è la Wow Pass e l’app collegata. La Wow Pass è una carta ricaricabile che si può fare in moltissime stazioni e punti della città (elencati sull’app), pensata apposta per i turisti. La Wow Pass contiene al suo interno la tessera T-Money per i mezzi pubblici e può essere ricaricata da Apple Pay o da altra carta straniera ad un tasso di conversione conveniente.
Una volta messi i soldi sulla WowPass, potrete girare un certo importo sulla T-Money e passare direttamente il telefono ai tornelli della metro o sui bus per scalare il credito. Potete usare la Wow Pass anche per pagare e inserendo il mio codice d’invito TRRGRY4Z vi verrà dato uno 0,5% di cashback su ogni transazione che pagherete con WowPass.
Purtroppo in Corea del Sud, Google Maps non funziona benissimo…certo vi dà la possibilità di trovare gli indirizzi e vi indica come spostarvi con i mezzi pubblici, ma è assolutamente inutile per i percorsi a piedi. Per navigare le vie di Seoul e del paese, è quindi indispensabile scaricare Naver Map che sebbene inizialmente non sia immediato da capire nel funzionamento, è poi comodissimo per spostarsi.
Anche Google Lens e Traduttore non sono proprio d’aiuto. Per le traduzioni scaricate quindi Papago che traduce sia dialoghi che immagini in maniera molto più precisa.
Che funziona benissimo invece è Uber, comodissimo per spostarsi sia a Seoul che ad Andong, dove i mezzi pubblici sono molto più rari e meno capillari.
Costi della mia settimana in Corea del Sud
La Corea del Sud è generalmente leggermente più economica del Giappone, soprattutto per quanto riguarda i trasporti e il rapporto spazio/prezzo degli hotel. Il cibo, soprattutto lo street food, costa veramente poco e nei negozi di prodotti beauty farete ottimi affari. I cafè sono generalmente un po’ più cari, tanto che più volte ho pagato all’incirca lo stesso prezzo per una pausa merenda che per un pasto completo! Stiamo parlando comunque di circa 10€ totali per due persone e la cena più cara che abbiamo fatto è stata sui 35€ totali.
Naturalmente ci sono anche moltissime esperienze e ristoranti di fascia più alta, soprattutto nella zona di Gangnam e nelle zone dove vive la fetta più benestante della popolazione coreana, ma tenete sempre presente che le porzioni sono generalmente abbondanti!


Alloggi
Febbraio è un periodo di bassa stagione ed immagino questo abbia influito sul costo degli hotel che comunque abbiamo trovato ottimo, soprattutto in relazione a servizi e grandezza delle stanze.
- Seoul: Abbiamo optato per il quartiere di Jongo 3, ben collegato con i mezzi pubblici, ma da dove è anche possibile raggiungere a piedi i Palazzi Imperiali e le zone di Insadong e Iksendon. Siamo stati all’Amare Hotel Jongo, che tra l’altro diversi follower su Intagram mi hanno scritto essere stata anche la loro scelta a Seoul. Stanza veramente grande, con un bel bagno moderno, doccia spaziosa, vasca e ottime amenities. Letto molto grande e morbido, colazione inclusa (anche se poco variegata) e inoltre ci hanno tenuto i bagagli per una notte, quando siamo andati ad Andong. 475.000 won per 3 notti (circa 96€ a notte).
L’ultima notte abbiamo invece abbiamo pernottato da Bukchonae, un hanok tradizionale nel Bukchon Hanok Village, al costo di 130.000 won (circa 80€) senza colazione. La stanza è piccolina, con giusto lo spazio per i futon, un piccolo tavolino, lo spazio per le valigie un piccolo bagno privato (cosa non scontata negli hanok). Devo dire che con il riscaldamento a pavimento è stato fantastico dormire a terra, anche se un po’ più duro rispetto alle stanze con il tatami tipiche del Giappone. Una volta entrati c’è il piccolo cortile interno e le scarpe vanno lasciate qui, nella scarpiera esterna, ed al mattino sono quindi parecchio fredde! L’atmosfera comunque è molto carina e c’è una cucina comune a disposizione. - Andong: Per Andong la scelta è ricaduta su Jukheon Traditional House, un edificio tradizionale con 140 anni di storia, visitato anche dalla Regina Elisabetta II. Questa casa si trova fuori dal centro città, a pochi passi dal tempio Bongjeongsa. C’è un cortile esterno dove, eccetto in inverno, c’è anche un piccolo cafè aperto a tutti ed un piccolo magazzino-museo con tradizionali attrezzi usati nelle campagne coreane. Le stanze sono semplici, con giusto lo spazio per i futon a terra, sempre con il riscaldamento a pavimento, ed il bagno è in comune, nella corte interna. Al mattino, viene servita una semplice ma sufficiente colazione in stanza, che nella bella stagione viene servita nella corte interna. 114.000 won, circa 70€

Trasporti
I costi dei trasporti locali sono veramente irrisori, sia per quanto riguarda la metro e i bus di Seoul, che hanno un sistema basato sulla lunghezza delle tratte, che per quanto riguarda le tratte con Uber, visto che ad Andong, dalla città ad Hahoe e da Hahoe alla sistemazione abbiamo pagato circa 15€. Per circa mezz’ora di strada, con persino un pezzo di autostrada!
- Volo: diretto da Tokyo Narita a Incheon, con la compagnia low cost Zip Air, circa 30,000 JPY a/r (ovvero circa 175€)
- Treno KTX Seoul-Andong: 13.000 won a tratta, prenotato online in anticipo
- Treno dall’aeroporto al centro: 4.400 won, scegliendo il treno normale. Il rapido invece costa sui 18.000 won.

Attività
La maggior parte degli ingressi costano pochi euro e l’ingresso ai Palazzi Imperiali di Seoul diventa gratuito se si indossa l’hanbok. Abbiamo quindi deciso di noleggiarlo per l’intera giornata ed approfittare così dell’ingresso gratuito.
- Noleggio Hanbok: nella zona dei Palazzi Imperiali, soprattutto vicino al Gyeongbokgung, ce ne sono diversi e conviene andarci subito all’apertura per avere una maggiore scelta ed evitare di aspettare troppo. Noi abbiamo prenotato tramite Klook questo noleggio in posizione strategica tra i palazzi e anche vicino al nostro alloggio. Abbiamo scelto il piano base per poco meno di 20€ a testa per tutta la giornata, ma soprattutto nel modello da uomo, mi è parso che fossero un po’ sarsi rispetto ad hanbok indossati da altre persone, noleggiati altrove.
- Visita alla DMZ – L’escursione alla zona demilitarizzata è stata la spesa maggiore, sui 55€ a testa e l’abbiamo prenotata tramite GetYourGuide trovandoci benissimo. Abbiamo scelto la versione da mezza giornata, in cui sono inclusi il trasporto in autobus, la guida del gruppo ed i vari ingressi. Non sono inclusi pasti.


Come avrete notato questo itinerario è piuttosto rilassato e leggero, soprattutto rispetto ai miei soliti itinerari di viaggio, sia perchè essendo inverno, il clima è stato piuttosto impegnativo, sia perchè comuque non avevo quella curiosità ed interesse nel visitare tutto quello che c’è da vedere, anche considerando che quasi sicuramente ci tornerò nuovamente. Non avevo quindi nessuna FOMO o smania di voler vedere tutto per forza, cosa che comunque in generale sta scemando sempre più nel mio modo di viaggiare.
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