Seoul è la capitale della Corea del Sud e ovviamente tappa immancabile di un itinerario in questo paese. Una città che si è evoluta moltissimo negli ultimi decenni, trasformandosi in una metropoli moderna, patria del K-pop e delle ultime tendenze beauty. In realtà Seoul è fatta anche di luoghi storici (sì, in alcuni casi trasformati più in una sorta di set fotografici ma va’ beh), localini retrò frequentati da locali e tante tante contraddizioni.
A differenza dei miei soliti post sulle cose da vedere in una determinata città, questo articolo non sarà completo e dettagliato, soprattutto perchè tra me e Seoul non è scattata la scintilla (e quindi scusate se entusiasmo non è al solito livello) e poi perchè avendola visitata durante l’inverno, ho dovuto fare una selezione delle cose da vedere. Le rigide temperature hanno richiesto più tappe di “riposo” e al caldo. Ma nonostante Seoul non sia tra le mie destinazioni preferite, avremo sicuramente modo di tornarci e provvederò ad aggiornare l’articolo con altre cose da vedere a Seoul.
Cosa vedere a Seoul
A Seoul ci potreste tranquillamente stare anche una settimana, usandola anche come base per escursioni nei dintorni come Suwon o la DMZ, ma generalmente in un itinerario in Corea del Sud si tende a trascorrere nella capitale 3/4 giorni, che è anche quello che abbiamo fatto noi.
Noi in realtà abbiamo trascorso 3 giorni e mezzo pieni all’arrivo, ed una mezza giornata con pernottamento in un hanok tradizionale dopo essere stati ad Andong, prima di rientrare in Giappone. Essendo inverno, non siamo riusciti a visitare tutto quello che avevo pianificato, ma direi che in una stagione diversa, quattro giorni a Seoul sono perfetti, anche includendo l’escursione al confine con la Corea del Nord che generalmente richiede mezza giornata.


Giorno 1 – Insadong e Ikseondong
Dall’aeroporto di Incheon al centro di Seoul ci si impiega poco più di un’ora anche prendendo la normale linea metropolitana (che costa un quarto rispetto al treno veloce Arex che tutti consigliano; impiega solo una decina di minuti in più!)
Dopo aver lasciato i bagagli in hotel, iniziamo subito a familiarizzare con la città passeggiando per le vicine zone di Insadong e Ikseondong, che sono due zone in cui la tradizione incontra la modernità. Botteghe di artigiani, case da tè, negozi di abbigliamento e hanok tradizionali riconvertiti in negozi. La vita dei local si intreccia con quella dei turisti e sono tantissimi i cafè e le case da tè in cui elementi tradizionali coreani strizzano l’occhio a Instagram e agli scatti virali. Qui si trova anche il tempio Jogyesa e le sue lanterne colorate. E’ possibile partecipare alle attività del tempio ed entrare così nella zona riservata ai fedeli, e la sera di solito è illuminato e molto suggestivo.
Al limitare di Ikseon-dong si trova anche il Santuario Jongmyo, che è Patrimonio Unesco e può essere visitato gratuitamente con una guida, in modo da poter approfondire al meglio questo santuario dedicato ai re della Corea. Noi purtroppo lo abbiamo visitato in autonomia, perchè il sabato le visite sono disponibili solo in coreano. Gli altri giorni le visite in inglese sono alle 10, 12, 14 e 16. Durano circa 1h, l’ingresso costa 1.000 won ed è aperto dalle 9 alle 16:30 (o 17:30 in estate).
L’idea sarebbe stata quella di raggiungere poi in serata la N-Seoul Tower, ma il freddo e la stanchezza per la levataccia ci hanno fatto ripiegare per una serata tranquilla in un posticino pieno di local in zona Jongo 3-ga, dove abbiamo cenato con pochissimo ed il chijimi più buono del viaggio!


Giorno 2 – I Palazzi Imperiali di Seoul
Se si indossa l’hanbok, l’abito tradizionale coreano, si entra gratuitamente nei Palazzi Imperiali di Seoul e così, nonostante il freddo, decidiamo di dedicare questa giornata ad un’immersione nella storia e noleggiamo gli hanbok per tutta la giornata.
Per fortuna, i palazzi sono tutti piuttosto vicini, raggiungibili con brevi passeggiate oppure con una breve -ed economica- corsa con Uber.
In tutti i palazzi, ad orari prestabiliti, ci sono visite gratuite anche in inglese e noi ne abbiamo approfittato sia per il più grande e famoso Gyeongbokgung che per il bellissimo e Patrimonio Unesco, Changdeokgung. Essendo inverno, abbiamo optato per saltare il Secret Garden (a pagamento anche con l’hanbok e visitabile solo prenotando l’orario di visita) e visitato invece il Palazzo Changgyeonggung.
Noi abbiamo noleggiato l’hanbok tramite Klook e vi consiglio di andare subito all’apertura così da avere maggiore scelta di colori e fantasie.
Klook offre molti più negozi, ma ci sono anche alcune opzioni su GetYourGuide e scaricando l’app ed inserendo il codice WARMCHEAPTRIPS5 avrete lo sconto del 5%.


Indubbiamente il Gyeongbokgung è quello più grande e affollato, con il famoso portico con le colonne rosse che è probabilmente lo sfondo più fotografato per le foto in hanbok. E’ molto grande tanto che con la visita guidata se ne visita solo una parte! Calcolate almeno un paio d’ore anche senza la visita guidata, ma personalmente vi consiglio di aprofittarne perchè imparerete un sacco di cose sulla storia della Corea e vi vengono date un sacco di informazioni sui dettagli e sull’architettura dei palazzi.
L’ingresso al Gyeongbokgung costa 3.000 won (gratuito se indossate l’hanbok) ed è aperto dalle 9 alle 17. Segnalo anche che alle 10 e alle 14, si può assistere al cambio della guardia all’ingresso principale.
Le visite guidate in inglese sono alle 11:00, alle 13:30 e alle 15:30 e durano 90 minuti.
Il mio preferito però è il Changdeokgung, dove abbiamo fatto l’altra visita guidata -questa in Giapponese per comodità di orario- e la nostra carinissima guida continuava a volerci fare foto perchè eravamo l’unica coppia in hanbok del tour e lei ne era felicissima!!
Soprattutto la parte finale del tour mi è piaciuta molto, forse perchè meno colorata, ma molto elegante e con molto legno ed elementi architettonici tradizionali.
Qui si trova anche il Secret Garden che tutti dicono essere bellissimo ed è visitabile esclusivamente prendendo parte ad un tour guidato, con partenze ad orari prestabiliti, al costo aggiuntivo di 5.000 won. I posti sono limitati e si esauriscono presto, quindi conviene prenotarsi in anticipo da questo sito
L’ingresso al Changdeokgung costa 3.000 won (gratuito se indosate l’hanbok) ed è aperto dalle 9 alle 16
Le visite guidate in inglese sono alle 10:15 e alle 13:15 e durano 90 minuti.
Changdeokgung e l’ingresso del Secret Garden sono collegati anche al Changgyeonggun, il Palazzo imperiale costruito per la nonna, la madre e la zia del re Seongjong. Questo è quello dove abbiamo trovato in assoluto meno gente e dove non abbiamo partecipato alla visita guidata perchè l’abbiamo mancata per pochi minuti!
Ne abbiamo comunque approfittato per scattarci un po’ di belle foto senza altre persone nell’inquadratura. In questo palazzo in alcuni periodi dell’anno è possibile entrare gratuitamente la sera, in occasione delle illuminazioni serali, vi consiglio di controllare il sito ufficiale.
Anche in questo caso, il freddo ha avuto la meglio -anche perchè indossavamo sì abiti termici e maglioni sotto l’hanok, ma niente piumino sopra!- e abbiamo abbandonato l’idea di cenare ad un mercato come Gwangjang o Tongin, ripiegando su un caldo Budae-jigse, non distante dal Cheonggyecheon Stream.
A proposito dei mercati, mi sento però di sconsigliarvi il Myeongdong Night Market perchè pare essere abbastanza una tourist trap con prezzi gonfiati e qualità mediocre.


Giorno 3 – Prigione di Seodaemun, Museo delle Guerre di Corea, Hongdae


Giorno 4 – Escursione in giornata
Da Seoul è possibile fare diverse escursioni in giornata e tra tutte quella più particolare e che personalmente vi invito caldamente a fare, è la visita alla DMZ, la zona demilitarizzata tra le due Coree. Questa zona può essere visitata solo accompagnati da una guida autorizzata e dovrete presentare il vostro passaporto per il controlli. L’escursione inizia al mattino presto, ci sono degli orari precisi e persiste sempre l’incognita che il tour possa venir interrotto o che alcune aree diventino inaccessibili.
Noi abbiamo optato per il tour di mezza giornata acquistato tramite Get Your Guide, ma ci sono anche tour da una giornata intera con visita a un ponte sospeso o a un giro in barca. Tra l’altro scaricando l’app ed inserendo il codice WARMCHEAPTRIPS5 avrete uno sconto del 5%.
Le tappe dei tour sono generalmente sempre le stesse, possono variare gli orari o l’ordine e purtroppo alcuni tour sono più incentrati sullo shopping che non sulle spiegazioni. Ho scelto il tour dopo essermi informata sulle varie agenzie ed aver letto molte recensioni e sono soddisfatta del tour che ho scelto. Inutile dire che la grande differenza la fa la guida: Julie è stata fantastica e ci ha raccontato la storia in modo imparziale e non propagandistico, ma comunque molto dettagliato ed approfondito.
Vi parlerò in modo più approfondito dell’escursione alla DMZ da Seoul in un articolo dedicato.
Noi dopo l’escursione di mezza giornata siamo rientrati in hotel per riposarci dopo la levataccia, anche perchè la sera avevamo appuntamento per cenare con un amico, ma in alternativa questo sarebbe stato il pomeriggio/serata dedicato ad “attraversare il fiume per visitare la ricca zona di Gangnam, con la K-Star road e le sue statue degli idol koreani, le enormi mani Gangam Style e la biblioteca Starfield dell’enorme complesso commerciale COEX.
Nella zona, segnalo anche il Bongeunsa Temple, che spero di aver occasione di visitare in un prossimo viaggio.


Dove dormire a Seoul
Myeongdong è spesso la zona più consigliata per alloggiare a Seoul, ma approfondendo un po’, mi è parso di capire che fosse una soluzione non proprio adatta alle mie esigenze, essendo molto legata alla vita notturna, allo shopping e soprattutto molto turistica. Confrontandomi anche con amici che erano stati a Seoul più volte, la scelta è ricaduta sul quartiere di Jongo 3, ben collegato con i mezzi pubblici e da dove è anche possibile raggiungere a piedi i Palazzi Imperiali e le zone di Insadong e Ikseondong.
Noi siamo stati all’Amare Hotel Jongo, che tra l’altro diversi follower su Intagram mi hanno poi scritto essere stata anche la loro scelta a Seoul. Stanza veramente grande, con un bel bagno moderno, doccia spaziosa, vasca e ottime amenities. Letto molto grande e morbido, colazione inclusa (anche se poco variegata), 475.000 won per 3 notti (circa 96€ a notte).
Consiglio però di provare anche una notte in un hanok tradizionale nel Bukchon Hanok Village, che si trova nella stessa zona dei Palazzi Imperiali, in questo modo riuscirete a godervi la bellezza dell’hanok village anche la sera e al mattino presto, quando sarebbe vietato l’accesso ai turisti!
Gli hanok sono le abitazioni tradizionali coreane, in legno e create secondo i principi del Feng Shui, creando armonia tra interno ed esterno. Sono abitazioni semplici, in cui si dorme in terra, sul pavimento riscaldato con il tradizionale sistema coreano chiamato ondol. Generalmente c’è un piccolo giardino/corte interna, attorno al quale si sviluppano le stanze generalmente semplici, spoglie e spesso con bagno in comune, con il tipico pavimento riscaldato. Noi abbiamo passato l’ultima notte da Bukchonae, un al costo di 130.000 won (circa 80€) senza colazione. La stanza è piccolina, con giusto lo spazio per i futon, un piccolo tavolino, lo spazio per le valigie e un piccolo bagno privato (cosa non scontata negli hanok). Devo dire che con il riscaldamento a pavimento è stato fantastico dormire a terra, anche se un po’ più duro rispetto alle stanze con il tatami tipiche del Giappone. Una volta entrati c’è il piccolo cortile interno e le scarpe vanno lasciate qui, nella scarpiera esterna, ed al mattino sono quindi parecchio fredde! L’atmosfera comunque è molto carina e c’è una cucina comune a disposizione.


Alcuni indirizzi su dove mangiare







