Seoul è la capitale della Corea del Sud e ovviamente tappa immancabile di un itinerario in questo paese. Una città che si è evoluta moltissimo negli ultimi decenni, trasformandosi in una metropoli moderna, patria del K-pop e delle ultime tendenze beauty. In realtà Seoul è fatta anche di luoghi storici (sì, in alcuni casi trasformati più in una sorta di set fotografici ma va’ beh), localini retrò frequentati da locali e tante tante contraddizioni.
A differenza dei miei soliti post sulle cose da vedere in una determinata città, questo articolo non sarà completo e dettagliato, soprattutto perché tra me e Seoul non è scattata la scintilla (e quindi scusate se l’entusiasmo non è al solito livello). Nonostante ciò, ci sono stata due volte: la prima a fine febbraio 2025, in combinazione con Andong, e la seconda a Settembre 2026. A Febbraio, le rigide temperature hanno richiesto più tappe di “riposo” e al caldo, mentre a Settembre eravamo in viaggio con la nonna di mio marito e quindi anche la seconda volta il programma è stato piuttosto rilassato.


Cosa vedere a Seoul
A Seoul ci potreste tranquillamente stare anche una settimana, usandola anche come base per escursioni nei dintorni come Suwon o la DMZ, ma generalmente in un itinerario in Corea del Sud si tende a trascorrere nella capitale 3/4 giorni, che è anche quello che abbiamo fatto noi.
Noi la prima volta abbiamo trascorso 3 giorni e mezzo pieni all’arrivo, ed una mezza giornata con pernottamento in un hanok tradizionale dopo essere stati ad Andong prima di rientrare in Giappone, mentre la seconda abbiamo fatto tre giorni pieni (visitando Suwon) e la mezza giornata all’arrivo.
Posso dire quindi che quattro giorni a Seoul sono perfetti, anche includendo l’escursione al confine con la Corea del Nord che generalmente richiede mezza giornata.
La seguente suddivisione è basata sul primo viaggio, ed è principalmente per darvi un’idea di come dividere le zone per ottimizzare la visita.


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Giorno 1 – Insadong e Ikseondong
Dall’aeroporto di Incheon al centro di Seoul ci si impiega poco più di un’ora anche prendendo la normale linea metropolitana (che costa un quarto rispetto al treno veloce Arex che tutti consigliano; impiega solo una decina di minuti in più!)
Dopo aver lasciato i bagagli in hotel, iniziamo subito a familiarizzare con la città passeggiando per le vicine zone di Insadong e Ikseondong, che sono due zone in cui la tradizione incontra la modernità. Botteghe di artigiani, case da tè, negozi di abbigliamento e hanok tradizionali riconvertiti in negozi. La vita dei local si intreccia con quella dei turisti e sono tantissimi i cafè e le case da tè in cui elementi tradizionali coreani strizzano l’occhio a Instagram e agli scatti virali. Qui si trova anche il tempio Jogyesa e le sue lanterne colorate. E’ possibile partecipare alle attività del tempio ed entrare così nella zona riservata ai fedeli, e la sera di solito è illuminato e molto suggestivo.
Nel secondo viaggio, è proprio a Insadong che abbiamo fatto una delle esperienze che più mi sono piaciute: assistere ad una performance di strumenti tradizionali coreani! Jiyeon è uno spettacolo di un’ora basato sull’intrattenimento tradizionale della corte Joseon, ma con anche momenti di canzoni moderne e internazionali suonate con strumenti tipici, ho amato moltissimo! Lo si prenota da GetYourGuide e inserendo il codice WARMCHEAPTRIPS5 avrete lo sconto del 5%.
Ikseon-dong è un dedalo di hanok riconvertiti in graziosissimi cafè e negozietti local e di souvenir, al cui limitare si trova anche il Santuario Jongmyo, che è Patrimonio Unesco e può essere visitato gratuitamente con una guida, in modo da poter approfondire al meglio questo santuario dedicato ai re della Corea. Noi purtroppo lo abbiamo visitato in autonomia, perchè il sabato le visite sono disponibili solo in coreano. Gli altri giorni le visite in inglese sono alle 10, 12, 14 e 16. Durano circa 1ora, l’ingresso costa 1.000 won ed è aperto dalle 9 alle 16:30 (o 17:30 in estate).
L’idea sarebbe stata quella di raggiungere poi in serata la N-Seoul Tower, ma il freddo e la stanchezza per la levataccia ci hanno fatto ripiegare per una serata tranquilla in un posticino pieno di local in zona Jongo 3-ga, dove abbiamo cenato con pochissimo ed il chijimi più buono del viaggio!


Giorno 2 – I Palazzi Imperiali di Seoul
Se si indossa l’hanbok, l’abito tradizionale coreano, si entra gratuitamente nei Palazzi Imperiali di Seoul e così, nonostante il freddo, decidiamo di dedicare questa giornata ad un’immersione nella storia e noleggiamo gli hanbok per tutta la giornata.
Per fortuna, i palazzi sono tutti piuttosto vicini, raggiungibili con brevi passeggiate oppure con una breve -ed economica- corsa con Uber.
In tutti i palazzi, ad orari prestabiliti, ci sono visite gratuite anche in inglese e noi ne abbiamo approfittato sia per il più grande e famoso Gyeongbokgung che per il bellissimo e Patrimonio Unesco, Changdeokgung, con il Secret Garden e il Changgyeonggung.
Entrambe le volte, abbiamo noleggiato l’hanbok tramite Klook e vi consiglio di andare subito all’apertura così da avere maggiore scelta di colori e fantasie. Se volete fare tutti i palazzi gratuitamente, optate per il noleggio per tutto il giorno, altrimenti se volete solo fare qualche foto, due ore sono sufficienti (specialmente se è una giornata calda ed assolata!)


Indubbiamente il Gyeongbokgung è quello più grande e affollato, con il famoso portico con le colonne rosse che è probabilmente lo sfondo più fotografato per le foto in hanbok. È molto grande tanto che con la visita guidata se ne visita solo una parte! Calcolate almeno un paio d’ore anche senza la visita guidata, ma personalmente vi consiglio di approfittarne perché imparerete un sacco di cose sulla storia della Corea e vi verranno date un sacco di informazioni sui dettagli e sull’architettura dei palazzi.
L’ingresso al Gyeongbokgung costa 3.000 won (gratuito se indossate l’hanbok) ed è aperto dalle 9 alle 17. Segnalo anche che alle 10 e alle 14, si può assistere al cambio della guardia all’ingresso principale.
Le visite guidate in inglese sono alle 11:00, alle 13:30 e alle 15:30 e durano 90 minuti.
Il mio preferito però è il Changdeokgung, dove abbiamo fatto l’altra visita guidata -questa in giapponese per comodità di orario- e la nostra carinissima guida continuava a volerci fare foto perché eravamo l’unica coppia in hanbok del tour e lei ne era felicissima!!
Soprattutto la parte finale del tour mi è piaciuta molto, forse perché meno colorata, ma molto elegante e con molto legno ed elementi architettonici tradizionali.
Qui si trova anche il Secret Garden che è visitabile esclusivamente prendendo parte ad un tour guidato, con partenze ad orari prestabiliti, al costo aggiuntivo di 5.000 won. I posti sono limitati e si esauriscono presto, quindi conviene prenotarsi in anticipo da questo sito. Se non ci fossero più posti per il tour in inglese, potete selezionare qualsiasi altra lingua, entrare con il tour e poi girare liberamente! Noi lo abbiamo visitato a Settembre e, onestamente, carino, ma anche se lo saltate non vi perdete chissà che….
L’ingresso al Changdeokgung costa 3.000 won (gratuito se indossate l’hanbok) ed è aperto dalle 9 alle 16
Le visite guidate in inglese sono alle 10:15 e alle 13:15 e durano 90 minuti.


Changdeokgung e l’ingresso del Secret Garden sono collegati anche al Changgyeonggun, il Palazzo imperiale costruito per la nonna, la madre e la zia del re Seongjong. Questo è quello dove abbiamo trovato in assoluto meno gente e dove non abbiamo partecipato alla visita guidata perché l’abbiamo mancata per pochi minuti!
Ne abbiamo comunque approfittato per scattarci un po’ di belle foto senza altre persone nell’inquadratura.
Tra i due complessi reali, si trova anche il Bukchon Hanok Village, una zona residenziale il cui ingresso ai turisti è consentito solo tra le 10 e le 17, composto da moltissime abitazioni tradizionali, in alcune delle quali è anche possibile pernottare.
La zona è decisamente molto fotogenica, ma sempre molto affollata. In alternativa vi consiglio di raggiungere il Seochon Hanok Village dall’altro lato del Gyeongbokgung o, ancora meglio, l’Eunpyeong Hanok Village a circa 30 min di Uber. Questo villaggio di nuovi hanok (shinhanok) è praticamente deserto, soprattutto in settimana, e vi permette di passeggiare tra i vicoli tra gli hanok con tutta calma e senza ressa. Consiglio anche il piccolo museo che spiega sia la struttura degli hanok tradizionali che il concetto dietro questo villaggio, inziato nel 2010, in cui gli elementi tradizionali degli hanok incontrano le esigenze moderne e l’utilizzo di materiali sostenibili per una vita in armonia con la natura, come era appunto il concetto iniziale di queste abitazioni tradizionali.


Giorno 3 – Prigione di Seodaemun, Museo delle Guerre di Corea, Hongdae
Dopo la giornata dedicata ai palazzi imperiali e alla storia più antica della Corea, il viaggio prosegue con la storia della Corea più moderna, con la visita alla prigione di Seodaemun, usata principalmente dai giapponesi durante l’occupazione. Onestamente non mi è piaciuta molto la narrazione molto propagandistica volta solo a fomentare l’odio verso il Giappone. Certo, il periodo dell’occupazione giapponese è stato terribile per molti coreani che lottavano per l’indipendenza, ed i Giapponesi non ci andavano certo leggeri con i trattamenti punitivi, ma ritengo che la storia vada raccontata in maniera imparziale, narrando gli accadimenti in maniera oggettiva e libera da qualsiasi giudizio parteggiante per una parte o per l’altra. Un esempio di prigione in cui avvenivano torture incredibili, ma in cui ho trovato una narrazione meno politicizzata è stata invece la prigione di Hoa Lo ad Hanoi, segno che le cose possono essere fatte in altro modo, senza sminuire quanto di terribile è accaduto.
Un’altra tappa fondamentale per conoscere e approfondire la storia della Corea, è il Museo Memoriale delle Guerre di Corea, un museo che ripercorre la storia delle guerre della Corea dai tre regni, all’occupazione giapponese, fino alla guerra di Corea. Se come me amate la storia, qui passerete almeno un paio d’ore a leggere i vari pannelli esplicativi molto approfonditi, ma anche qui, abbastanza politicizzati.


Dopo una prima parte di giornata così intensa, vi consiglio di “alleggerire” dandovi allo street food di uno dei famosi mercati coreani. Alleggerire in senso figurato perchè tra piccante e fritto non è poi così leggero LOL.
Comunque sia, noi abbiamo optato per il Mangwan Market, decisamente meno turistico, frequentato da locali che qui vengono ad acquistare pesce, spezie, kimchi e quant’altro. Ci sono anche moltissimi banchi di street food, dove gustare ottimi tteokbokki, i famosi bocconcini di pollo fritto, ravioli e noodles fatti a mano e ovviamente gli iconici hotteok! Prezzi super onesti e ottima qualità, a differenza del Gwangjang e del Myeondong Market che ho letto ovunque essere delle tourist trap.
Hongdae, la zona giovane, ricca di negozi di abbigliamento e cosmetica, street food e ristoranti. Personalmente questa zona mi è piaciuta molto, l’ho trovata una perfetta rappresentazione di quella che è la Corea giovane e moderna, molto autentica e non troppo turistica, a differenza di Myeongdong che invece pare essere molto turistica con prezzi gonfiati ed anche qualche scam!


Giorno 4 – Escursioni in giornata
DMZ – Delimitarized Zone
Da Seoul è possibile fare diverse escursioni in giornata e tra tutte quella più particolare e che personalmente vi invito caldamente a fare, è la visita alla DMZ, la zona demilitarizzata tra le due Coree. Questa zona può essere visitata solo accompagnati da una guida autorizzata e dovrete presentare il vostro passaporto per i controlli. L’escursione inizia al mattino presto, ci sono degli orari precisi e persiste sempre l’incognita che il tour possa venir interrotto o che alcune aree diventino inaccessibili.
Noi abbiamo optato per il tour di mezza giornata acquistato tramite Get Your Guide, ma ci sono anche tour da una giornata intera con visita a un ponte sospeso o a un giro in barca.
Le tappe dei tour sono generalmente sempre le stesse, possono variare gli orari o l’ordine e purtroppo alcuni tour sono più incentrati sullo shopping che non sulle spiegazioni. Ho scelto il tour dopo essermi informata sulle varie agenzie ed aver letto molte recensioni e sono soddisfatta del tour che ho scelto. Inutile dire che la grande differenza la fa la guida: Julie è stata fantastica e ci ha raccontato la storia in modo imparziale e non propagandistico, ma comunque molto dettagliato ed approfondito.
Vi parlerò in modo più approfondito dell’escursione alla DMZ da Seoul in un articolo dedicato.
L’escursione dura mezza giornata e nel pomeriggio/serata si potrebbe “attraversare il fiume” per visitare la ricca zona di Gangnam, con la K-Star Road e le sue statue degli idol coreani, le enormi mani Gangnam Style e la biblioteca Starfield dell’enorme complesso commerciale COEX.
Nella zona, segnalo anche il Bongeunsa Temple, che spero di aver occasione di visitare in un prossimo viaggio.


Suwon – la Fortezza Hwaseong, Patrimonio Unesco
Un’altra escursione interessante da Seoul è la cittadina di Suwon. Il motivo principale per venire qui è la Fortezza Hwaseong, Patrimonio Unesco, una cinta muraria di quasi 6 chilometri costruita alla fine del Settecento per volere del re Jeongjo della dinastia Joseon. Si può camminare sulle mura per una buona parte del percorso e anche visitare il Palazzo Temporaneo nella fortezza, ricostruito di recente dopo essere stato distrutto durante l’occupazione giapponese.
Il percorso completo richiede circa 3 ore a piedi; se siete con chi fatica a camminare, esiste anche un trenino che percorre il circuito principale senza troppa fatica, ma pare sia molto richiesto e vada prenotato in anticipo da questo sito solo in coreano.
Noi ci siamo andati nel secondo viaggio a Seoul e ammetto che abbiamo avuto un po’ di difficoltà, sia a trovare dei taxi per raggiungere la zona della fortezza, che a capire quali fossero i punti salienti da visitare se non si è intenzionati a visitare tutte le mura. Dopo momenti di sconforto, l’ufficio informazioni ci ha dato delle dritte, suggerendoci la zona tra l’Hwaswomun Gate e il Janganmum Gate, ovvero la parte opposta alla porta Paldalmun che è quella che incontrerete arrivando in zona. La passeggiata qui è piacevole sia sulle mura che anche all’esterno, attraverso un bel parco, mentre se volete prendere il trenino o fare un giro sulla mongolfiera (!) dovrete recarvi al Yeonmudae, il punto più distante dal Palazzo dove si trova la biglietteria e dove durante il giorno si può assistere a diverse performance.
Suwon la potete visitare in autonomia, ma dato che ho trovato alcune difficoltà nel trovare informazioni chiare ed aggiornate, sarebbe forse stato meglio prendere un tour con i trasporti inclusi e visita della libreria Starfield che si trova anch’essa a Suwon.


Dove dormire a Seoul
Myeongdong è spesso la zona più consigliata per alloggiare a Seoul, ma approfondendo un po’, mi è parso di capire che fosse una soluzione non proprio adatta alle mie esigenze, essendo molto legata alla vita notturna, allo shopping e soprattutto molto turistica. Confrontandomi anche con amici che erano stati a Seoul più volte, la scelta è ricaduta sul quartiere di Jongo 3, ben collegato con i mezzi pubblici e da dove è anche possibile raggiungere a piedi i Palazzi Imperiali e le zone di Insadong e Ikseondong.
Noi siamo stati all’Amare Hotel Jongo, che tra l’altro diversi follower su Instagram mi hanno poi scritto essere stata anche la loro scelta a Seoul. Stanza veramente grande, con un bel bagno moderno, doccia spaziosa, vasca e ottime amenities. Letto molto grande e morbido, colazione inclusa (anche se poco variegata), 475.000 won per 3 notti (circa 96€ a notte).
Avrei voluto tornare nello stesso hotel anche la seconda volta, ma pare non ci siano stanze triple e così abbiamo optato per il Somerset Palace Seoul, di fascia un po’ più alta, ma assolutamente consigliato!
La stanza famigliare ha 2 letti matrimoniali, lavatrice, piccola cucina completa e macchinetta Nespresso e nel complesso ci sono piscina, palestra ed area bambini. La posizione poi è top, a pochi passi dal Gyeongbokgung e da Insadong, con tantissimi negozietti e ristorantini. Qui il prezzo per 3 notti con colazione per tre persone è stato di 890.000 won.
Consiglio però di provare anche una notte in un hanok tradizionale nel Bukchon Hanok Village, che si trova nella stessa zona dei Palazzi Imperiali, in questo modo riuscirete a godervi la bellezza dell’hanok village anche la sera e al mattino presto, quando sarebbe vietato l’accesso ai turisti!
Gli hanok sono le abitazioni tradizionali coreane, in legno e create secondo i principi del Feng Shui, creando armonia tra interno ed esterno. Sono abitazioni semplici, in cui si dorme in terra, sul pavimento riscaldato con il tradizionale sistema coreano chiamato ondol. Generalmente c’è un piccolo giardino/corte interna, attorno al quale si sviluppano le stanze generalmente semplici, spoglie e spesso con bagno in comune, con il tipico pavimento riscaldato. Noi abbiamo passato l’ultima notte da Bukchonae, un al costo di 130.000 won (circa 80€) senza colazione. La stanza è piccolina, con giusto lo spazio per i futon, un piccolo tavolino, lo spazio per le valigie e un piccolo bagno privato (cosa non scontata negli hanok). Devo dire che con il riscaldamento a pavimento è stato fantastico dormire a terra, anche se un po’ più duro rispetto alle stanze con il tatami tipiche del Giappone. Una volta entrati c’è il piccolo cortile interno e le scarpe vanno lasciate qui, nella scarpiera esterna, ed al mattino sono quindi parecchio fredde! L’atmosfera comunque è molto carina e c’è una cucina comune a disposizione.


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**Articolo aggiornato a Settembre 2026



