Bohol e Panglao, due isole da visitare nelle Filippine

Non mi era mai capitato di iniziare l’anno con i piedi nella sabbia bianca, davanti ad un mare cristallino, dopo aver vissuto una delle esperienze più emozionanti della mia vita, ovvero osservare una miriade di lucciole da un kayak nella giungla. A dire il vero, non avevo mai nemmeno sognato di iniziare l’anno così.
Eppure è successo davvero.

E’ un pomeriggio di fine ottobre quando riguardando le foto del viaggio a Palawan dell’anno prima, decidiamo di guardare i voli per la settimana di Capodanno e ne troviamo uno super economico per Cebu. Lo compriamo e subito inizio a cercare le cose da vedere e le possibili tappe. Ed è così che la natura unica di Bohol e le spiagge di Panglao, raggiungibili con qualche ora di traghetto, mi conquistano e decido che sarà lì che saluteremo l’arrivo del nuovo anno.

Bohol e Panglao sono due isole filippine collegate tra loro da due ponti stradali e sono generalmente visitate insieme, per una tappa di 3/4 giorni, dove mixare l’esplorazione della natura unica di Bohol e il relax sulle paradisiache spiagge di Panglao. Sono una tappa piuttosto rinomata, molto amata soprattutto dal turismo asiatico e locale, e da un certo punto di vista più attrezzata e sviluppata turisticamente di Palawan, che comunque sta crescendo moltissimo grazie al turismo internazionale.

Cosa vedere a Bohol 

Bohol è l’isola perfetta per chi ama avventurarsi nella natura filippina, tra vegetazione lussureggiante, cascate e spiagge incontaminate. Sicuramente c’è molta vita local, ma solitamente sono tre i motivi principali per visitare l’isola di Bohol: le Chocolate Hills, i tarsi e il fiume Loboc.
Potete raggiungere i principali punti di interesse di Bohol tranquillamente noleggiando un motorino, oppure potete prendere parte ad uno dei numerosi tour offerti e promossi un po’ ovunque tra Bohol e Panglao o offerti dalle sistemazioni sulle due isole. Noi abbiamo optato per un transfer privato con l’agenzia di Albert, dato che avevamo bisogno anche del pick-up al porto di Ubay.

Bohol - Chocolate Hills

Chocolate Hills

Queste formazioni geologiche naturali Patrimonio Unesco sono la vera particolarità di Bohol e sono una tappa imperdibile quando si visita l’isola. Le Chocolate Hills sono delle colline dalla particolare forma conica che nel periodo secco assumono un colore marrone, ricordando appunto dei cioccolatini.  Anche negli altri periodi, quando le colline sono ricoperte di verde, il paesaggio che si può ammirare dall’osservatorio è incredibile: una miriade di colline della forma perfetta che si distendono ovunque si posi lo sguardo. 

Non si sa con esattezza l’origine delle Chocolate Hills di Bohol, ma si pensa che siano antichi depositi corallini rivelati dall’erosione delle rocce circostanti. Una meraviglia creata dalla natura, che nelle Filippine sembra aver trovato il luogo perfetto per esprimere al massimo le sue doti artistiche, come anche nel caso dell’incredibile fiume sotterraneo di Palawan.

Il punto panoramico ha un costo d’accesso di 150 pesos e dal parcheggio c’è una scalinata di circa 200 gradini per arrivare alla piattaforma d’osservazione che vi lascerà senza fiato (e no, non mi riferisco al fiatone dovuto alle scale).

Il tarsio di Bohol

Il tarsio è un piccolo primate, lungo al massimo 160 mm e dal peso massimo di 160 grammi, capace di fare balzi di anche 5 metri e con gli enormi occhi che sono fissati alla piccola testolina che può ruotare di 180 gradi a destra e sinistra! Questi piccoli “Yoda”, sono animali molto delicati e purtroppo a rischio estinzione, ma Bohol è uno dei pochi posti al mondo in cui è possibile trovarli e fortunatamente il governo sta facendo molto per preservarli e grazie ai Tarsier Sanctuary è possibile riuscire a scorgerli nel loro habitat naturale nella foresta.

Ci sono alcuni santuari di conservazione del tarsio a Bohol, ma purtroppo alcuni sono un po’ più “tourist friendly” che “tarsier friendly” e per questo ve ne sconsiglio la visita. Su consiglio delle guide local, e delle ricerche fatte sul web, noi abbiamo optato per visitare il Tarsier Sanctuary di Corella, che è decisamente attento alla salute dei piccoli animali che qui vivono liberi nella foresta alle spalle del centro. La visita avviene solo in piccoli gruppi (circa 8 persone) e accompagnati da una guida, dopo aver visto un video esplicativo su questi animali e con la ripetizione delle varie regole: non parlare, non usare flash, non usare selfie stick per avvicinare telefono/camera ai tarsi e assolutamente non toccarli!
Il tarsio è infatti un animaletto molto delicato, che se sottoposto a stress, spaventi o toccato dalle persone, si suicida sbattendo volontariamente la testa o trattenendo il respiro…..sono inoltre animali notturni, perciò durante il giorno se ne stanno tranquilli appisolati tra le fronde e non è semplicissimo trovarli con gli occhioni spalancati. 

Per l’accesso al santuario è richiesta una tassa di conservazione di 150 pesos ed il percorso con la guida è attraverso la foresta, quindi consiglio di indossare scarpe adatte ad un terreno spesso fangoso. C’è comunque la canna dell’acqua per sciacquarle vicino ai bagni verso il parcheggio.

Bohol Tarsier

Loboc River

Il fiume Loboc è un placido fiume che attraversa la giungla e lungo il quale di notte è possibile vedere moltissime lucciole. Per gli appassionati di adrenalina c’è anche un’avventurosa zipline da dove ammirare il fiume e la foresta dall’alto. Di giorno vengono offerte mini-crociere lungo il fiume con pranzo locale a bordo, ma noi abbiamo preferito pernottare in un ecolodge sulle sue rive per un’immersione totale nella magnifica foresta di Bohol. Dal Water to Forest Ecolodge abbiamo fatto un’escursione in kayak sul fiume dal tramonto in poi, raggiungendo poi con il buio alcuni punti dove la concentrazione delle lucciole è maggiore. Pagaire nel buio, circondati dai suoni della foresta, è già un qualcosa di magico, ma quando poi davanti agli occhi ci si trovano le lucciole danzanti nell’oscurità, un albero di Natale con lucine naturali, mentre si è cullati dalla corrente lenta del fiume, è allora che l’emozione sale potente inumidendo gli occhi.
Dopo un po’ la magia è stata purtroppo interrotta dal motore delle barche delle crociere notturne che portano senza alcuna fatica i turisti ad ammirare le lucciole, che però vengono disturbate ancora più di me da questo affollamento e rumore improvviso e con il tempo potrebbero scomparire da questa zona, come ormai hanno fatto da molte delle nostre campagne. Essere turisti responsabili significa anche e soprattutto lasciare meno tracce possibili del proprio passaggio, vi invito quindi a fare una scelta consapevole e boicottare queste crociere notturne a favore invece di un’escursione ben più silenziosa in kayak.

Loboc River kayak

A proposito di turismo etico, durante la nostra visita, erano ancora offerte le escursioni per nuotare con gli squali balena a Lila, ma anche qui come ad Oslob gli squali balena venivano attratti dai pescatori che lanciavano loro cibo, modificando i loro naturali percorsi migratori per il puro piacere turistico, con animali che si ferivano urtando le numerose barche delle escursioni. Ovviamente noi abbiamo evitato questo posto e sono molto felice di sapere che qualche mese dopo il governo provinciale ha emesso un divieto rendendo illegale nuotare con gli squali a Lila. 
Se volete provare questa esperienza in modo etico, vi consiglio Pintuyan, la tappa precedente di questo nostro viaggio nelle Filippine, di cui scriverò a breve.

Cosa vedere a Panglao

Se Bohol è l’isola “dell’entroterra”, Panglao è la sua appendice “delle spiagge”. La piccola isola di Panglao è infatti collegata a Bohol da due ponti ed è famosa per le sue spiagge sabbiose e bianchissime e acque turchesi trasparenti. E’ una meta che ultimamente si è sviluppata molto ed è molto amata dai turisti asiatici, soprattutto coreani e infatti qui abbiamo incontrato diversi giapponesi, a differenza delle altre zone delle Filippine dove gli asiatici erano una rarità.

Le spiagge di Panglao

Il centro della vita diurna e serale di Panglao è indubbiamente Alona Beach, dove tra l’altro abbiamo aspettato il countdown di mezzanotte tra musica e cocktail sulla spiaggia e celebrato il nuovo anno con i fuochi d’artificio riflessi nel mare.
Alona Beach è un paradiso di finissima sabbia così bianca da essere quasi accecante, e l’acqua cristallina e poco profonda è perfetta per chi vuole semplicemente crogiolarsi al sole passeggiando nell’acqua. I tramonti poi qui sono spettacolari!
Il lungomare è costeggiato da diversi localini dove mangiare e bere e ci sono persino un convenience store e un ATM. Qui si trovano anche la maggior parte delle sistemazioni, dei negozi, dei money exchange ed i prezzi sono mediamente più alti. E’ indubbiamente la zona più turistica ed affollata, ma nonostante fossero i giorni di Capodanno, non l’abbiamo mai trovata troppo piena. Inoltre è piuttosto estesa, quindi basta spostarsi un po’ più verso la fine della spiaggia per trovarsi un angolino tranquillo. Ci sono anche alcune palme che fanno ombra, ma queste ovviamente sono le postazioni più ambite, e ad onor del vero qui abbiamo trovato un po’ di alghe a riva…passate quelle però l’acqua diventa veramente incredibile da tanto che è trasparente.

Le altre due spiagge più belle di Panglao sono Damulan Beach e White Beach, una consecutiva all’altra, decisamente più tranquille di Alona Beach, ma altrettanto mozzafiato. Noi abbiamo soggiornato proprio qui, al D&B Bluestar Beach Resort con accesso diretto sulla White Beach. Anche qui sabbia bianca e acque cristalline, con moltissime stelle marine enormi e solo un paio di baracchini sulla spiaggia e qualche cane randagio assolutamente innocuo. Qui assolutamente niente alghe, ma a pochi passi dalla riva ci sono un po’ di coralli che ospitano ricci di mare enormi e con la bassa marea diventa più difficile farsi un bagno.

Panglao Beaches

Escursione a Balicasag e Virgin Island (temporaneamente chiusa)

Da Panglao l’escursione in assoluto più promossa è quella a Balicasag, dove fare snorkeling con le tartarughe e nel santuario marino. Solitamente questa escursione include anche l’avvistamento di delfini e la visita di Virgin Island che però da Settembre 2024 è stata chiusa fino a data da definirsi perchè danneggiata dal troppo turismo e si spera che dopo un periodo di chiusura si possa ristabilire il delicato equilibrio dell’isola. 
Onestamente, visto come viene gestita l’escursione a Balicasag, non mi sorprende che sia stato necessario chiudere Virgin Island! Una moltitudine di barche, sia di escursioni private che di gruppo, si riversano nelle stesse zone negli stessi orari, riversando turisti che guidati dalle guide di ciascuna barca inseguono le malcapitate tartarughe che salgono dalle profondità per respirare e si appoggiano con le loro scarpette da scogli sui coralli quando sono stanchi di nuotare perchè senza giubbotto salvagente. Barche che si divincolano tra il mare di corpi, a cui fare attenzione per non venire colpiti dai pali laterali e snorkeling in cui si vedono più gambe che pesci. Decisamente un’esperienza NON consigliata, orribile e da dimenticare. Evitate di spendere soldi pesos per questa escursione.

Itinerario Filippine _ Pamilacan Island

 

Escursione a Pamilacan

Pamilacan invece è semplicemente quello che si definisce un paradiso tropicale: palme, sabbia bianca, acqua cristallina e una barriera corallina ricchissima di coralli, pesci colorati e tartarughe marine. E molta meno gente. 
Anche l’escursione a Pamilacan prevede l’avvistamento dei delfini partendo all’alba, ma in un punto diverso e decisamente meno affollato.
Qui i giubbotti salvagente sono obbligatori durante lo snorkeling, proprio per evitare che si vadano a danneggiare i coralli ed essendo le escursioni solo private, è possibile accordarsi sul tempo di permanenza, in modo da godersi anche la bellissima spiaggia dove attraccano le bangka. Ci sono anche un piccolo ristorante e degli alloggi e sicuramente pernottare qui deve essere un’esperienza meravigliosa se avete una notte in più a disposizione.

Noi avevamo prenotato questa escursione il giorno prima ad Alona, visto che non eravamo rimasti soddisfatti di quella a Balicasag prenotata tramite l’hotel (partiti in ritardo e barca con problemi al motore che continuava a bloccarsi!), ma si è rivelata una scelta ancora peggiore!! 
Anche per questa escursione, all’orario stabilito non arriva nessuno e dopo diverse chiamate riusciamo a rintracciare il venditore che ci assicura che la barca sta arrivando, è solo in ritardo per via della bassa marea. Dopo un’ora e mezza di attesa, e di conseguenza, ormai divenuto troppo tardi per i delfini, richiamiamo e cancelliamo il tour, richiedendo indietro il deposito lasciato che ci viene accordato, ma per il quale abbiamo dovuto rivolgerci alla polizia perchè il soggetto nuovamente tardava all’appuntamento!!
Purtroppo, parlando con i pescatori di White Beach, questo tipo di comportamento è piuttosto diffuso tra i venditori di Alona Beach, molti dei quali sono appunto truffatori che approfittano del fatto che la maggior parte dei turisti non li vanno poi a cercare per avere indietro i loro 10€….ma a me questo atteggiamento infastidisce più di ogni altra cosa e per questo, e con l’appoggio dei pescatori imbufaliti contro coloro che rovinano la reputazione dell’isola, ho deciso di denunciare il soggetto.

Sempre grazie ai pescatori locali, ormai partecipi del mio sconforto e più che mai decisi a non lasciare che il mio ultimo ricordo di Panglao fosse legato a questa esperienza, mi hanno trovato un pescatore ed un assistente disposti a portarci a Pamilacan e organizzare lo snorkeling nel santuario. Una brutta esperienza che si è trasformata nel miglior snorkeling mai fatto, con veramente un numero incalcolabile di pesci e persino l’avvistamento di un walo-walo, il pericolosissimo serpente marino! 
Costo dell’escursione: 2.000 pesos per la barca, 250 pesos a testa di tassa di ingresso alla riserva, 600 pesos per la guida snorkeling e i 150 pesos a testa per il noleggio maschera e boccaglio (non richiesti se portate i vostri).

Come arrivare a Bohol

Bohol è ottimamente collegata a Cebu con traghetti Oceanjet frequenti in arrivo al porto di Tagbilaran. Vi consiglio di prenotare i biglietti in anticipo online, soprattutto se viaggiate in alta stagione, così da evitare di dover stare ore in aeroporto prima di trovare disponibilità su una delle partenze successive. Il costo è di 870 pesos e potete scegliere tra posti esterni o interni con aria condizionata- Personalmente vi suggerisco quelli esterni perchè si resta comunque riparati dal tetto e l’aria durante la navigazione rende più piacevole il tragitto rispetto al gelo dell’aria condizionata all’interno!

A Panglao c’è anche un piccolo aeroporto, ma i voli sono poco frequenti ed in genere non super economici.

Per muoversi sulle isole potete noleggiare uno scooter, oppure utilizzare Grab che è comodissimo, soprattutto per andare e tornare dal porto.

Dove dormire

Il consiglio generale è quello di dormire a Panglao e visitare Bohol come escursione giornaliera
Personalmente però ho amato moltissimo la notte al Water to Forest Ecolodge sulle rive del fiume Loboc. In fondo alla strada di un piccolo villaggio super local, con edifici palafitte praticamente senza pareti, ma chiusi solo da tende. Niente aria condizionata, ma ci sono i ventilatori che funzionano anche dopo l’interruzione di corrente notturna, circondati da i suoni della natura (protetti da una zanzariera attorno al letto). Servizi in comune e possibilità di organizzare uscite in SUP e Kayak, oltre ad altre escursioni. Una vera immersione nella natura che personalmente ho amato ancora di più del The Isla Experience di El Nido, che per quanto simile nel concetto era forse relativamente più “turistico”. Pasti esclusi, ma c’è il cafè dove ordinare colazione, pranzo e cena. Prezzi un po’ più alti, ma gusto ottimo e porzioni abbindanti. Poco più di 25€ a notte.

Per Panglao, abbiamo preferito evitare di soggiornare nella caotica Alona Beach, ma volevamo poter comunque raggiungere la spiaggia a piedi. Fortunatamente abbiamo trovato posto al D&B Bluestar Beach Resort, che nonostante il nome, è un normale hotel con stanze abbastanza spaziose, zona doccia separata del resto del bagno e terrazza o portico esterni, un po’ stile appartamento al mare, ma senza la cucina!
Proprio sulla spiaggia, c’è anche un piccolo giardino con amache e sdraio sotto le piante per chi preferisce stare all’ombra. La colazione è inclusa ed a richiesta cucinano anche piatti per pranzo e cena, ma onestamente il gusto era decisamente scarso. E’ possibile noleggiare i motorini e organizzare escursioni. Decisamente la sistemazione più cara, circa 60€ a notte, ma ci siamo stati dal 31 Dicembre al 3 Gennaio.

Come per la maggior parte delle Filippine, soprattutto la zona occidentale, anche per visitare le isole di Bohol e Panglao il periodo migliore va da Novembre/Dicembre a Maggio, rendendole quindi una destinazione ideale per un Capodanno al caldo. Calcolate almeno 3 giorni per visitarle e potete tranquillamente abbinarle a Cebu nel vostro itinerario.

Stai organizzando un viaggio nelle Filippine? Qui trovi altre info utili!

Visitare Bohol e Panglao

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2 pensieri su “Bohol e Panglao, due isole da visitare nelle Filippine

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